Qualche anno fa un film, "L'appartamento spagnolo", aveva fotografato in maniera ironica e quasi commovente la realtà degli studenti in giro per l'Europa col programma Erasmus. Festini, case condivise, amicizie e relazioni (in ogni senso) internazionali: e a dire il vero ben poco studio.Da oggi, lo studente Erasmus però non è - necessariamente - un fancazzista: potrebbe anche essere uno stagista! La novità infatti si chiama Erasmus Placement, progetto promosso dall'Unione Europea e rivolto agli studenti universitari che desiderano andare all'estero non per studiare, ma per fare un'esperienza lavorativa attraverso uno stage. Con un piccolo incentivo anche economico: 600 euro al mese versati dall'università di provenienza (però indipendentemente dal costo della vita nel Paese di destinazione - e questa è certamente una pecca, perchè il valore reale della cifra sarà ben diverso per uno stagista Erasmus a Parigi rispetto a un suo collega a Sofia!).
Possono fare richiesta tutti coloro che sono iscritti all'università, anche per master o dottorati. La durata del tirocinio può variare, a scelta, da 3 a 12 mesi (attenzione però, la borsa di studio copre un massimo di sei mesi); attraverso questi stage si ottengono anche crediti formativi.
Nella maggior parte delle università le selezioni per i tirocini che inizieranno a gennaio 2009 sono già chiuse, in qualcuna c'è ancora qualche giorno per presentare richiesta. Se si vuole progettare un'esperienza Erasmus Placement all'estero, però, conviene cominciare a pensarci per tempo - per l'anno prossimo. Anche perché il programma è ancora in rodaggio e presenta alcune difficoltà: per esempio, nella maggior parte dei casi sembra che gli studenti debbano trovarsi da soli l'azienda dove fare lo stage. Quindi è bene muoversi in anticipo!
Magari qualche stagista Erasmus che ha partecipato negli anni scorsi ai progetti pilota ha voglia di raccontare la sua esperienza?

