domenica 16 novembre 2008

SVIZZERA, STAGE A CINQUE STELLE PER RIQUALIFICARE I DISOCCUPATI

In Svizzera anche gli adulti possono fare stage. Sì, ma stage a cinque stelle!
Lì esiste un ente «Assicurazione disoccupazione»
che funziona in base a un unico concetto: colmare – anche attraverso uno stage tutte le eventuali lacune che potrebbero impedire al disoccupato di ottenere di un nuovo posto di lavoro. Possono usufruire di questo servizio tutti i lavoratori dipendenti (ogni datore di lavoro deve pagare questa piccola assicurazione) e tutti i lavoratori indipendenti che decidono di pagarla volontariamente.
Quindi gli uffici di collocamento gestiscono gli stage per gli adulti. Ma come? Secondo due tipologie di tirocinio: quello professionale (reinserimento nello stesso ambito lavorativo) e quello di formazione (passaggio ad altro ambito professionale). Nel primo caso, gli impiegati dell’ufficio di collocamento analizzano il curriculum di ciascun disoccupato ed eventualmente propongono uno stage per implementare un certo tipo di competenze. Questo stage può avere una durata massima di sei mesi, prorogabili fino ad altri sei solo per decisione dell’ufficio di collocamento (non dell’azienda ospitante, quindi). In ogni momento, ovviamente, lo stage può essere interrotto in favore di un contratto. Durante lo stage la persona continua a ricevere il sussidio dell’ente, pari al 70% della media degli ultimi sei mesi di stipendio (comunque mai meno di 1200 euro al mese – la somma viene anche modulata in base alla situazione personale, es. un single prenderà meno di un padre con figli a carico). Della somma erogata allo stagista-disoccupato, l’impresa versa il 25%.
Lo stage formativo può durare solo tre mesi e viene svolto sia lavorando presso aziende sia frequentando corsi (lingua, informatica etc). Anche in questo caso lo stagista-disoccupato continua a percepire il sussidio.
In Svizzera l’anno scorso sono stati attivati circa 2000 stage professionali (1700 in aziende private e 300 nell’amministrazione pubblica). Inutile dirlo: inserito in un sistema così virtuoso, lo stage assume un’aura luminosa!

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Guarda caso siamo in Svizzera!ce lo vedete uno sportello stage simile attivato qui in italia?proviamo a immaginarlo: mi reco allo sportello, l'impiegato scazzatissimo si prende il mio curriculum, al massimo mi dice di inserirlo nel loro sito..."controllati le offerte sul nostro sito e candidati via internet". Lo faccio ma nessuno mi chiama o mi risponde, fine della storia. una mattinata persa.nessuno ti segue qui in Italia, a cominciare dall'università!sarebbe già un passo avanti riuscire a far funzionare le cose che abbiamo!

Ilaria ha detto...

L'Italia è un Paese ai confini della civiltà. Questa consapevolezza rappresenta un punto di partenza rispetto a tutto il resto. Inutile, o quasi, andarsi a sbattere in giro per interinali. Il loro unico scopo è quello di arricchire il database per essere più appetibili agli occhi elle aziende che appaltano, a pagamento of course, la selezione dei candidati ad un determinato impiego. Il resto è noia...

Anonimo ha detto...

Dal libro "Un nuovo contratto per tutti", di Tito Boeri e Pietro Garibaldi, edizioni Chiarelettere:

«In Italia solo un disoccupato su cinque (anzichè quattro su cinque come avviene altrove in Europa) riceve un sussidio di disoccupazione»