martedì 16 dicembre 2008

DIMMI CHE LAUREA HAI E TI DIRÒ CHE STAGISTA SEI

Mi scrive Aldo, animatore dell'interessante blog Italiansinfuga, per chiedermi: in cosa sono laureati gli stagisti? Esistono dei dati su quali sono i corsi di laurea che più frequentemente sfociano in stage? Un ingegnere ha le stesse probabilità di fare uno stage rispetto a un laureato in Lettere?
La risposta, purtroppo, è: chi lo sa. Statistiche non ce ne sono: gli stagisti italiani non vengono contati, né suddivisi a seconda di qualche parametro - che potrebbe essere appunto il titolo di studio, l'età, la regione di residenza.
Attraverso questo blog è stata più volte invocata una riforma della normativa sugli stage, che preveda tra le altre cose anche un'indagine annuale su chi sono gli stagisti, da dove vengono e dove vanno, che titolo di studio hanno, in cosa sono laureati, quanti sono. Sulla base di questo tipo di dati i ragazzi potrebbero scegliere con più consapevolezza la facoltà universitaria!
Certo, è intuitivo che alcune lauree - tipo Scienze della comunicazione - siano diventate una sorta di autostrada verso lo stage; mentre altre, in prevalenza scientifiche, lo siano meno. Però ormai nessun «pezzo di carta» mette al riparo dalla folle situazione del mercato del lavoro italiano: anche i blasonati e ricercatissimi ingegneri - che un tempo si favoleggiava venissero assunti ancor prima di finire l'università - spesso si ritrovano nella magica girandola degli stage, dei contratti a progetto e dei lavori sottopagati.
Diventa sempre più cruciale il momento della scelta del dopo scuola superiore. Che fare? Purtroppo oggi la maggior parte dei diciottenni sceglie un po' alla cieca. Ci vorrebbe in ogni scuola italiana un serio servizio di counselling per gli adolescenti, con esperti formatori capaci di orientare non solo,
in una prospettiva a medio raggio, verso la facoltà giusta - ma anche verso il mestiere giusto.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

non cambierà mai nulla perchè i politici e la classe dirigente e industriale italiani sono capaci solo di succhiare le risorse economiche e sociali di questo paese senza dare nulla in cambio,in natura questi organimi hanno un nome, si chiamano PARASSITI. oggi il problema è lo stage, domani sarà il precariato e dopodomani dio solo lo sa.

Mauro ha detto...

Cara Eleonora,
sono un "blasonato" ingegnere. Nel mio blasone compaiono esperienze come spedizioniere e saldatore...Senza dimenticare ovviamente gli stage! Nessuno è al riparo da questa follia che è il mercato del lavoro italiano!Nulla sarebbe regolamentabile, credo! tant'è vero che i signori che hanno creato questo casino sono ancora tutti su quelle belle poltrone alla faccia nostra!!!

Ilaria ha detto...

"Ci vorrebbe in ogni scuola italiana un serio servizio di counselling per gli adolescenti": ESATTO. Sottolineerei la parola SERIo che in Italia è un concetto desueto.
Sono una laureata in lettere che a 18 anni pensava di avere in tasca il mondo solo perchè aveva ottimi voti a scuola. Se solo mi avessero detto cosa mi sarebbe accaduto dopo avrei fatto scelte diversissime, dettate dal mero calcolo (se è ancora possibile) e non certo dal sacro fuoco della passione giovanile.
Avrei sicuramente scelto una facoltà che avvia ad una professione in proprio (con annessi i rischi) perchè il fallimento è doppio se si è in regime di quasi schiavitù.
Per inciso, non ho MAI trovato un lavoro, call center, volantinaggio, ma MAI un lavoro degno di questo nome e per il quale fossero necessarie competenze universitarie. Però uno stage non mi è mai stato rifiutato, chissà perchè...

Anonimo ha detto...

attenzione a sopravvalutare le lauree scientifiche: è verissimo cheper alcune la domanda di laureati è altissima essendo bassa l'offerta, ma ce ne sono alcune - biologia, scienze naturali etc - che hannp sbocchi molto più difficili! (vista la situazione della ricerca in italia...)

Anonimo ha detto...

vorrei segnalare una cosa che ha dell'incredibile. da un link della mia università, arrivo qui: http://www.raicorpinternship.net/index.htm
UN SITO APPOSITAMENTE DEDICATO A CHI VUOLE FARE UNO STAGE A RAI INTERNATIONAL!!! mi esalto: inizio a spluciare, vedo che ci sono ogni anno quattro periodi di due mesi e mezzo per gli stage, i settori in cui si possono fare... comincio a fantasticare e poi... nel capitolo "eligibility requirements", al PUNTO N° 8, leggo: "There is no financial assistance available through RAI Corporation. Selected interns will not receive reimbursement of expenses, housing or travel arrangements, or financial compensation. Please explore these financial considerations and options prior to application".
in un altra sezione del sito, leggo: "RAI Corporation provides monthly transportation passes, the Metrocard, for each intern, which over 3 months can become a significant expense".
bene. la rai, finanziata da soldi pubblici, bandisce stage a NY solo per ragazzi che si possono permettere di spendere almeno 4.000 euro per due mesi e mezzo. gli paga solo la tessera della metro.

Anonimo ha detto...

"...Ciò che sconcerta dei dati resi noti ieri, è quanto siano bugiardi i numeri quando sono letti parzialmente, infatti la distribuzione della ricchezza in Italia è inquietante, siamo di fronte all'azzeramento della «classe media», del ceto medio che aveva caratterizzato i primi sessant'anni di vita della repubblica, ed emerge una nuova aristocrazia. Il 10% più ricco delle famiglie italiane detiene, almeno per tutto il 2007, la metà della ricchezza totale della nazione italiana; cioè, c'è in Italia un elevato grado di concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi, mentre molte famiglie detengono gradi modesti di o nulli di ricchezza.
Se a questo dato, drammatico della nuova geografia sociale italiana, aggiungiamo i bassissimi livelli di «mobilità sociale» del nostro Paese, abbiamo tutti di che preoccuparci seriamente...." Il Tempo, 19/12/08

Alex ha detto...

Un tempo i licei erano frequentati dai figli della ricca borghesia, adesso ci vanno anche i figli degli operai. Spesso si sceglie alla cieca (tipo: "vado al classico perché ero scarso in matematica alle medie"), basandosi sulle scelte di genitori e amici. Bisognerebbe far provare ai ragazzi dei brevi mestieri o dei corsi durante le vacanze, forse uno scoprirebbe di avere interessi diversi dal solito lavoro impiegatizio. E tenere conto anche che certi mestieri sono inflazionati: chi sceglie di diventare insegnante ha buone probabilità di restare precario per una ventina d'anni. Anche lauree come scienze della comunicazione rischiano solo di sfornare disoccupati che finiranno nei call center.

Per contro, ho qualche dubbio sulle liste dei "lavoratori introvabili" (falegnami, elettricisti, carpentieri, parrucchiere, muratori, estetiste, infermiere, ecc.) che impazzano su internet. Sicuramente non restano disoccupati, ma non mi pare che i datori di lavoro siano a tal punto di disperazione da ricoprire d'oro quei pochi che si presentano. Sapete forse di dipendenti parrucchiere che hanno ricevuto aumenti di stipendio o di ferie soltanto minacciando di andare al lavorare da un'altra parte? Ben venga l'introvabilità, almeno svaniscono certe buffonate come quella di non assumere lavoratori oltre i 45 anni.

Anonimo ha detto...

Alex quello che dici non fa una piega. secondo me è fondamentale un servizio di orientamento serio per i giovani che aiuti a distribuire in maniera equilibrata le risorse umane nei diversi settori a seconda della richiesta, tenendo anche conto delle aspirazioni e capacità personali. insomma se su 10 laureati 7 sono in lettere e scienze della comunicazione va da se che la domanda di lavoro in quegli ambiti è più che doppia rispetto all'offerta. senza contare che a lettere ci si iscrive molta gente che al liceo era veramente brillante e che se orientata diversamente avrebbe potuto iscriversi senza problemi a qualunque corso di laurea.ma poi vogliamo parlare del liceo classico?ma è possibile che nel 2008 ci sia ancora un liceo che preveda lo studio della matematica solo per 2 ore a settimana?e che interrompa lo studio dell'inglese dopo il biennio?queste cose sono assurde al giorno d'oggi!boh...

Anonimo ha detto...

Laureata in psicologia (cinque anni) con 110 e lode: disoccupata assicurata!!!! Però per stage, tirocini e volontariato (senza il minimo rimborso spese...) tutti mi vogliono...

SCONSIGLIO di fare stage/tirocini presso la Fondazione Maugeri di Tradate (VA): oltre che a non ricevere il becco d'un quattrino, si viene anche trattati a pesci in faccia, si subisce mobbing e altre amenità varie... STATEVENE ALLA LARGA!!!

lavaligiadicartone ha detto...

Eh si, l'Anonimo che parla della ricchezza nelle mani dei pochi solleva uno dei problemi maggiori nell'Italia di questi giorni.
La riflessione che pongo a tutti e`:
in quali altri paesi nel mondo nel passato si e` verificata una situazione del genere? Che cosa e` successo in quei paesi?

Priti ha detto...

Ci vorrebbe proprio un servizio di counseling orientativo serio...magari portato avanti da operatori non precari!!!!!!!
Sono laureata in Scienze Politiche, ho un Master post laurea e numerosi corsi di perfezionamento, tra cui un diploma per orientatrice scolastica e professionale. Non ho mai lavorato seriamente in Italia.
Arrotondo la mia misera paga in nero come assistente universitaria, con mille lavoretti!!!
Voglio solo scappare dall'Italia!!! e presto lo farò!