mercoledì 4 marzo 2009

I SUPERSTAGISTI DI CROTONE, CATANZARO E VIBO VALENTIA CHIEDONO: «CHE FINE FAREMO DOPO I DUE ANNI DI STAGE?»

Venticinque superstagisti delle province di Crotone, Catanzaro e Vibo Valentia scrivono una lettera aperta al presidente Giuseppe Bova e a tutto il consiglio regionale della Calabria, a Francesco Saverio Costanzo rettore dell'università di Catanzaro e al professor Antonio Viscomi, direttore del dipartimento di Diritto dell’organizzazione pubblica, economia e società.
Per dire: di questo Programma Stages che tante polemiche ha scatenato sottolineiamo gli aspetti positivi («il meccanismo di selezione dei candidati veramente meritocratico», «un’ottima esperienza per accrescere le competenze professionali e per dare un contributo al miglioramento dei servizi offerti dall’ente»), ma non neghiamo le criticità - anzi, cerchiamo di migliorare il progetto perchè non si riveli un boomerang.
Scrivono i 25: «A cosa serve offrire a circa 500 laureati due anni di lavoro nella p.a. calabrese e poi rimandarli a casa con il riconoscimento di un credito formativo pari ad un master di 2° livello? Non prendiamoci in giro, la situazione del mercato del lavoro calabrese la conosciamo tutti
[…]. Il risultato inevitabile è che invece di emigrare adesso saremo costretti ad emigrare fra 2 anni».
Il problema principale messo in luce nella lettera è la poca chiarezza in merito a quel che succederà dopo i due anni di stage: «Riguardo a tale punto i comportamenti dei politici sono stati contrastanti. Alcuni membri del consiglio regionale hanno escluso ogni possibilità di inserimento degli stagisti al termine dei due anni, rivendicando il carattere esclusivamente formativo del progetto […]. Altri invece lo hanno fatto intendere come un vero e proprio stage, ovvero come un’esperienza finalizzata ad agevolare l’inserimento lavorativo, come per altro lasciato intendere da alcune dichiarazioni di Bova dei mesi scorsi, il quale affermava che questo progetto “Non sarà però una nuova fabbrica di precari. Al termine dei 24 mesi di stages, dovrà essere la Calabria a dimostrare come vuole utilizzare le sue migliori intelligenze”. Lo stesso Bova dichiarava, inoltre: “Operate, nei prossimi due anni, per far crescere […] nuove opportunità positive per tutta la comunità calabrese. Fate tutto questo coniugando le vostre legittime aspirazioni personali con la crescita complessiva delle nostre comunità”. Tutte dichiarazioni chiaramente stridenti con quelle delle ultime settimane, che ci lasciano concludere che l’unico inevitabile risultato dell’attuazione di questo Programma sarà invece quello di costringerci ad emigrare, anziché subito, fra due anni. Ciò vuol dire che, paradossalmente, questo percorso potrebbe procurarci un danno irreversibile anziché incentivare la nostra affermazione nel mondo del lavoro: un’esperienza di stage, infatti, non costituisce titolo valutabile in sede di concorso pubblico ed esiste inoltre il rischio che una formazione specifica sull’attività della pubblica amministrazione non si riveli utile ai fini di un inserimento nel settore privato del nord Italia o che, comunque, una parte di noi non abbia più l’età giusta per essere considerato appetibile da un’azienda privata».
Un po' quello che già un paio di mesi fa avevano detto Michel Martone e Michele Tiraboschi a proposito di questi «superstage», mettendo in guardia sul pericolo che si rivelassero una perdita di tempo per i migliori, un tranello che li avrebbe distolti dalla ricerca di un lavoro vero e che dopo due anni li avrebbe lasciati a piedi.
I superstagisti chiudono dicendo: «Quelli che stanno rischiando di più in questo progetto formativo siamo noi. Siamo noi quelli che forse tra due anni non avranno un lavoro e saranno costretti a rifare le valigie e ad andar via». Cosa risponderà il consiglio regionale?

Qui è disponibile il testo completo della lettera aperta.

10 commenti:

Aldo ha detto...

Premetto che non conosco la questione in dettaglio. Penso pero' che, soprattutto di questi tempi, esigere di avere un futuro assicurato sia un po' ingenuo. Il mio contratto di lavoro a tempo indeterminato in Australia mi offre un mese, non due anni, di preavviso. Il massimo che abbia mai avuto erano tre mesi in Inghilterra. Durante i due anni di stage dovete pensare al futuro e pianificarlo. Si e' probabile che dovrete emigrare comunque ma io sfrutterei l'opportunita', se fosse id interesse, altrimenti cercherei lavoro in Calabria, emigrerei al nord o all'estero.

Ripeto, una garanzia oltre ai due anni e' difficile da dare e da ottenere.

Comunque, in bocca al lupo!

Aldo
www.italiansinfuga.com

Anonimo ha detto...

Aldo, la sicurezza di un lavoro vero tra due anni non se l'aspettava nessuno... ma la sicurezza di NON averlo neppure...
Cmq vado subito a dare un'occhiata al sito che mi hai segnalato!

lavaligiadicartone ha detto...

Ma quale sicurezza?
Concordo con Aldo...forse perche` siamo entrambi emigrati all'estero, lui piu` lontano, con maggiori difficolta`, e sappiamo cosa vuol dire 'take action', agire, muoversi, anche farsi il mazzo per realizzare quello che si vuole. La pappetta e` finita, cosi` come anche i pannolini...adesso bisogna imparare ad usare il cucchiaio e lavarsi il popo` da soli.
Proprio ieri sera abbiamo litigato con la mia ragazza, perche` mi chiede come mai spendo tanto tempo ad informare gli Italiani sulla realta` all'estero...beh, mi piacerebbe che veniste e vedeste e che realizzaste che fuori dell'italia e` diverso.
In questo caso cosa si aspettano gli stagisti? Un'assunzione da una regione che e` sempre stata in crisi, anche quando il resto del paese era in una condizione di relativo benessere? Adesso, in questo momento di crisi?
Bisogna andare dove c'e` lavoro, altrimenti si fanno le proprie scelte e si sta a casa disoccupati a carico di mamma e papa`. Ognuno e` artefice del proprio destino...

Anonimo ha detto...

l'unica cosa che mi viene da dire è raccontare la mia esperienza:io ho fatto un anno di servizio civile nella speranza di essere alla fine assunta; risultato: ho perso un anno, è vero ho fatto una bella esperienza ma avrei potuto spendere quell'anno cercando un'opportunità concreta di lavoro.be alla fine ognuno fa le sue scelte e se la rischia!per quello che ne so fino a prova contraria nella pubblica amministrazione si è sempre entrati per concorso pubblico bandito sulla gazzetta ufficiale.
Fra

Anonimo ha detto...

Tutti gli stagisti sono stati selezionati per titoli, secondo una procedura di valutazione automatica degli stessi, per cui la selezione è stata anche più trasparente di quella espletata nei concorsi pubblici.. soprattutto di quelli banditi in Calabria!

Luce ha detto...

ragazzi uno stage di 2 anni, ma siamo impazziti? Mi sembra un vero e proprio sfruttamento... non credo che all'estero esistano training di 2 anni... io sono stata un pò di tempo in Irlanda e quando, ad esempio, parlavo con Irlandesi del fatto che in Italia esistono gli stage non retribuiti mi ridevano in faccia e non riuscivano a capacitarsene. Non si tratta di volere la pappa pronta, si tratta di veder rispettati i propri diritti di lavoratore e non di essere trattati come schiavi, o come forza-lavoro gratuita, semi-gratuita, precaria e senza diritti.

Anonimo ha detto...

Ciao Luce, sai quanto danno a mediaworld agli stagisti?300 euro al mese!lo so per esperienza diretta.davvero stagisti alla conquista del mondo in ogni ambito! bellissimo il blog

Anonimo ha detto...

VORREI SOLO CHE CONSIDERASTE UNA COSA. Qualcuno dice la pappetta è finita, che non c'è nulla di sicuro, che bisogna muoversi e bla bla bla...Io dico ok in parte è vero perchè è inevitabile, ma è anche vero che tutto questo colpisce solo noi. E' accettabile??? La generazione precedente se l'è spassata e continua a farlo senza avere questi problemi, per la generazione futura sperabilmente la crisi sarà superata...Possibile che gli unici imbecilli che devono farsi mazzo e non avere nessuna tutela e sicurezza dobbiamo essere solo noi??? Inoltre siamo sicuri che dobbiamo accettare tutti questi svantaggi passivamente e ritenerli giusti????? Molti se la spassano e noi cazzoni dobbiamo soffrire giorno dopo giorno dicendo che è normale che sia così...per me è da cazzoni...meditate gente..

Anonimo ha detto...

siamo veramente una generazione di sfigati.concordo!siamo capitati nel posto peggiore nel momento peggiore!e la cosa peggiore di tutte è che la maggioranza di noi è rassegnata a dire che è giusto che il posto fisso non ci sia più!altro che posto fisso, qui non ci sta più manco il diritto ad una retribuzione dignitosa, a maturare i contributi per la pensione, a stare a casa se stai male!!!!c'hanno tolto tutto.tante persone sono molto qualificate e sanno bene 2 lingue e si ritrovano a lavorare 9 ore al giorno per 600 euro al mese.
martina

Anonimo ha detto...

Martina io dico che bisogna smetterla di prendere per oro colato tutte qst caxxate che ci propinano su flessibilità, flex security ecc ecc. perchè molti di quelli che le sostengono se ne stanno comodi comodi.Se siamo in crisi e ci devono essere dei correttivi da applicare dovrebbero essere penalizzati TUTTI: vecchi e giovani. la cosa non può passare per normale...