giovedì 12 febbraio 2009

CENTO SUPERSTAGISTI CALABRESI DICONO: NOI, I DIRETTI INTERESSATI, DEI GIOCHI POLITICI NON NE VOGLIAMO SAPERE

Oltre cento partecipanti al Programma Stages 2008 del consiglio regionale calabrese - quei «superstagisti», iperqualificati e in molti casi anche ultratrentenni, selezionati per uno stage di due anni negli enti pubblici calabresi - hanno sottoscritto nei giorni scorsi un documento per prendere posizione.
La situazione, portata sotto i riflettori proprio dalla Repubblica degli Stagisti, ha visto l'attenzione dei giornali (Il Corriere della Sera, il Quotidiano della Calabria) e l'intervento di un senatore - Pietro Ichino - con un'interrogazione parlamentare.
A un mese di distanza dallo scoppio del caso, scrive questa nutrita rappresentanza di superstagisti: «Pare sia proprio giunto il momento che noi stagisti – o, dir si voglia, corsisti del Programma Stages, beneficiari del voucher del Consiglio Regionale della Calabria, cervelli in fuga, o qualsiasi altra più o meno fantasiosa etichetta volta per volta impressaci – esprimiamo il nostro punto di vista su una vicenda di cui in molti, forse troppi, stanno parlando fuorché i diretti interessati».
I superstagisti sono un po' arrabbiati con Ichino, che definiscono «il più autorevole sostenitore di quella che è ormai, a ben vedere, diventata un’autentica campagna anti-stages del Consiglio Regionale della Calabria». E temono di essere stati tirati dentro a un gioco politico: «era mancata in noi la percezione, che però giorno dopo giorno ha preso sempre maggior forma, di essere nostro malgrado incappati nel bel mezzo di un vorticoso contrasto politico che con gli stages non sembra proprio avere nulla a che vedere».
«Ed allora» si chiedono i 112 firmatari «siamo proprio certi che dietro l’insistente campagna denigratoria promossa dall’illustre accademico – con il prezioso avallo di un (leggasi 1) anonimo e sedicente collega – non si nasconda, invece, una più plausibile manovra volta a perseguire ben altri fini, sulla cui natura peraltro sarebbe da parte nostra allo stato quanto meno incauto formulare ipotesi? Dubbio legittimo, se sol si pone mente alla circostanza che ad essere ingiustamente incriminata è una delle poche iniziative del nostro Consiglio Regionale – non ce ne vogliano gli odierni ed autorevoli rappresentanti dell’Assemblea – su cui si è registrato subito un apprezzamento quanto mai ampio, trasversale e condiviso».
«Si stenta a comprendere» concludono i superstagisti, che rappresentano quasi un quarto dei partecipanti al programma «le ragioni di un simile accanimento contro l’apprezzabile idea di fondo che anima il Programma Stages, volto in ultima analisi ad incentivare la residenzialità delle giovani e più brillanti intelligenze di questa regione attraverso un percorso strutturato su moduli di formazione e di lavoro presso pubbliche amministrazioni locali».
Le domande che si pone questo blog, però, sono rimaste le stesse dell'8 gennaio (ben prima che scoppiassero le polemiche tra politici e accademici). E cioè sostanzialmente tre: come mai è stato deciso di far durare gli stage addirittura 24 mesi, quando la normativa vigente prevederebbe la possibilità di fare stage così lunghi solo per i disabili? E poi: ha davvero senso far fare stage a persone di oltre trent'anni? E infine: dato che lo stage non dovrebbe essere «lavoro» bensì «formazione», quale mestiere ha bisogno di un percorso formativo di addirittura due anni per essere imparato?
A me piacerebbe davvero che qualcuno provasse a rispondere a queste domande.

[Sul sito del Consiglio regionale della Calabria è possibile leggere il testo completo del documento]

23 commenti:

Giò ha detto...

Da notare che tra i firmatari del documento c'è anche Francesco Bonsinetto, un professore universitario trentaduenne, che nell'intervista del 13 gennaio diceva testualmente:

«La mia docenza a contratto, a fronte di un impegno di 60 ore di lezioni frontali – a cui ovviamente si devono aggiungere gli esami e tutto il resto – mi frutta 800 euro lordi. Impossibile mantenersi con questa miseria. È così che l’università italiana porta i cervelli alla fuga, o li tiene ingabbiati nel “sistema Italia”. Io dovevo scegliere se fuggire all’estero o trovare una fonte di sostentamento esterna all’università. Ho aderito al Programma Stages con l’amaro in bocca».

Come, prima dice che ha aderito con l'amaro in bocca, per poter avere un guadagno extra e mantenersi, e ora dice che va tutto bene?

Anonimo ha detto...

si la polemica infiamma ma nessuno ha risposto alle 3 semplici domande di Eleonora!
Sonia

Anonimo ha detto...

E che devono risponde i diretti interessati?
Lo sanno loro, lo sappiamo noi, morale della favola, lo sanno tutti..., che non si tratta di stage, in questo caso, ma di puro e semplice qualunquismo all'italiana.

I presunti SUPERSTAGISTI (solo il nome gia' fa' ridere) per 2 anni beccheranno lo stipendio e se gli dice bene- grazie al politico di turno e alla conoscenza giusta- alla fine dei 2 anni beccheranno un altro lavoro a tempo indeterminato negli apparati dello stato.
Tanto ce sempre posto, no?

" ....l'amministrazione italiana ha caratteristiche anomali, e per qualche aspetto paradossali. Il suo personale,..., proviene in maggioranza da 3 regioni -Campania, Sicilia, Calabria - che sono quelle con il piu' basso tasso di legalia', di civismo, di preparazione ai problemi di una societa' moderna; quelle dominate dall'obbiettivo del posto pubblico a vita; quelle inquinate da organizzazioni criminali quali....; QUELLE GRATIFICATE, PURTROPPO, DA DIPLOMI SCOLASTICI D'ECCELLENZA CUI NON CORRISPONDE UNA PREPARAZIONE APPENA APPENA ADEGUATA. Non e' un'accusa, e' una constatazione." (Mario Cervi & Nicola Porro, Sprecopoli, pg. 9)
....
"Il rapporto cittadini-eletti e' in Calabria ridicolo: ci troviamo in un tempio ( o orrore, come si preferisce) della democrazia, in cui piu' o meno tutti rappresentano qualcuno. Il "villaggio vip" degli amministratori pubblici calabresi e' frequentato dalla bellezza di 8077 amministratori locali e si tratta di un numero per difetto.... Ma pu dando per buono questo caso si arriva alla favolosa proporzione di avere in Calabria un politico eletto ogni 230 abitanti..." (Sprecopoli, pg 111)

PS: mi dispiace per i fratelli calabresi, bravissima gente, ma questi sono dati di fatto. E basta con questa storia del mezzogiorno regredito, questa storia raccontatela a voi stessi, e guardate cosa succede in paesi come la Korea, l'India o la Cina.

Questi vengono da situazioni che non esistono neanche nei vostri incubi peggiori eppure guardate quello che sono riusciti a fare nell'arco di pochi anni.

Continuate a soppravivere....

Anonimo ha detto...

Lo scandalo dei superstagisti calabresi è poca cosa rispetto a altre schifezze (ragazzi pagati per contare i tombini, autisti d'autobus assunti senza patente, ecc.). Quando Gian Antonio Stella intervistava baby pensionate andate in pensione a 30 anni, coi NOSTRI soldi, quelle difendevano in tutti i modi il loro privilegio. Quando hanno accusato i coniugi Mastella, quasi tutto il Sannio è sceso a difesa di quelli, dicendo "Ha dato un posto pubblico a mio figlio" o "Mi ha fatto saltare la lista d'attesa all'ospedale". Ormai non ci restano neppure gli occhi per piangere, scommetto che se offrissi non dico 1000 euro, ma 500 euro a calabresi, siciliani, ecc. e in cambio chiedessi loro d'insultare su un giornale Falcone o Borsellino o Saviano e lodare mafiosi come Brusca, "Sandokan" Schiavone o Antonio Iovine, troverei migliaia di persone disposte a vendersi l'anima. E non dubito che manchi poco perché al Nord succeda la stessa cosa.

O a tutti o a nessuno. Perché a loro i mille euro e a me no?

ITALIANO AFFRANTO

girasole ha detto...

Credo che parliate non conoscendo realmente i fatti. E a chi dice che i calabresi hanno una votazione che non corrisponde alla loro preparazione, e a tutte le altre stronzate che ho letto su Calabria,Sicilia e regioni meridionali in genere...Preciso che,nella maggior parte degli Ospedali,degli Enti,delle Aziende del Vs amato e superiore Nord...ci stanno migliaia e migliaia di meridionali che vi dimostrano giornalmente voglia di lavorare e preparazione incomparabile...finchè c'è da riempirvi il c...a voi tutto bene, poi però sempre a sparare critiche verso chi, coraggiosamente (perchè qua è peggio della Cina e dell'India,per certi versi!) decide di rimanere perchè ama la sua Terra e ha qui tutti i suoi affetti.Siete pregati uno di lavarvi la bocca prima di parlare e due di non sparare pregiudizi gratuiti slla base di quello che sentite e/o leggete,perchè la realtà è molto,molto diversa!!!

Anonimo ha detto...

forse qlcn ha sbagliato blog...perchè qui si parla tecnicamente di come è stato impostato uno stage e non del livello di dignità dei meridionali (che per inteso ne hanno fin troppa rispetto a chi per vedere rispettati i propri diritti deve votare Lega Nord, ed al momento tale scelta, se non per il pennachio, non ha visto nessuna diminuzione di reati su al nord, non vedo alcuna forma di federalismo fiscale, vedo un incremento della crisi proprio lì al nord).
PS ITALIANO INFRANTO
meglio rinnegare per pecunia il nome di chi la storia l'ha scritta piuttosto che dare gratuitamente il proprio consenso a chi la storia non la conosce per nulla.

Anonimo ha detto...

cara eleonora, volevo sapere se gli stagisti possono lavorare a qualsiasi ora (anche di notte) o per legge devono lavorare in determinate fasce solo diurne.

Eleonora Voltolina ha detto...

Caro Anonimo
ti rispondo subito. Gli stagisti non "devono" lavorare. Essendo lo stage, secondo la normativa, un momento di "alternanza tra studio e lavoro nell’ambito dei processi formativi" volto ad "agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro" (decreto ministeriale 142/1998), non è previsto che gli stagisti siano considerati dipendenti.
Ciò significa che è bene che si adattino al ritmo della realtà lavorativa dove sono in stage, ma senza essere inseriti nei turni e certamente senza obbligo di fare gli straordinari.
La normativa non specifica assolutamente gli orari: starà ad ogni stagista la scelta su come comportarsi, quale disponibilità offrire anche a livello di orari.
Credo che ciò dipenda molto dalla finalità vera di questo periodo di extraformazione: se si tratta di uno stage orientato all'inserimento lavorativo, in cui il ragazzo ha la concreta possibilità di ottenere un'assunzione dopo lo stage, è chiaro che probabilmente - nel suo interesse - cercherà di adeguarsi il più possibile alle richieste del suo capo, e quindi se necessario si tratterrà in ufficio anche fino a tardi in circostanze eccezionali.
Molto dipende anche dalla retribuzione dello stage: gli stagisti fortunati che fanno stage nelle aziende più virtuose (es. Lista dei Buoni e Lista dei Buoni DOC), che prendono magari 800-1000 euro al mese, non credo si tirerebbero indietro se gli venisse chiesto di fare un orario bizzarro. Se venisse rivolta a qualcuno che prende un rimborso spese misero, 2-300 euro al mese o magari addirittura zero, immagino che la medesima richiesta susciterebbe al contrario quantomeno perplessità e malumore.
Un altro esempio: se un ragazzo accetta uno stage in una radio, una tv o in un quotidiano, dovrà mettere in conto che in quelle realtà si lavora abitualmente anche a notte fonda e di mattina presto. Tra l'altro, per fare un'esperienza a 360 gradi di quel mondo, affiancare qualche volta il tutor nei cosiddetti "turni disagiati" gli servirà.
Detto questo, tutto sta al libero accordo tra le parti. Ci sono casi in cui agli stagisti viene detto: "devi fare tot ore al mese, gestisci tu il tuo tempo", per venire incontro alle esigenze di chi ancora studia e quindi deve conciliare lo stage con gli impegni universitari per esempio.
Ripeto: l'importante è mettersi d'accordo.

Anonimo ha detto...

...pare che a qualcuno sia sfuggito che si tratta di uno stage a cui si ha avuto accesso tramite valutazione di TITOLI comprovati! e non attraverso chiamata diretta (vedasi telefonata del politico di turno..casi evidenti tanto al sud Italia quanto al nord!!!)
Si tratti infatti di TITOLI che se valutati in un qualsiasi altro concorso (perche' di questo si e' trattato)in qualsiasi altra parte d'Europa e non dell'Italia meridionale avrebbe dato gli stessi risultati!..non si e' valutato il solo voto di laurea...peraltro meritatissimo..non ci si scordi che ha portato a diversi altri eccellenti risultati!!(basterebbe verificare!)..Forse se proprio si vuol commentare qualcosa ci si dovrebbe limitare alla struttura dello stage e non alla dignita' ne' alla preparazione dei maridionali!non e' denigrando i laureati del sud che si avranno piu' possibilita' per i laureati del nord...a proposito..non si tratta sempre per la maggior parte di ragazzi del sud che hanno studiato al nord?...

Giò ha detto...

Io chiedo a Girasole e agli altri: siete, vi sentite stagisti? Un mese fa quelli che Eleonora Voltolina ha intervistato hanno risposto in pratica no, non ci sentiamo stagisti, sappiamo bene che la nostra formazione è già completa. Alcune situazioni sono grottesche, come quelle degli stagisti di 30-35 anni, già iscritti da anni agli ordini professionali.
E poi vi chiedo: come mai non dite niente del fatto che la normativa italiana sia stata violata? E' previsto che gli stage possano durare al massimo 12 mesi per le persone come voi: perchè nessuno parla di questo aspetto della questione?

Anonimo ha detto...

Ai 100 firmatari del documento pro-Consiglio Regionale:
Io capisco che abbiate paura che il Programma venga bloccato.. In Calabria le alternative di lavoro non sono molte. Ma cerchiamo di analizzare in maniera coscienziosa il modo in cui il Consiglio sta portando avanti questo Programma, ammettiamolo tutti che non è giusto che Bova e compagni chiamino ora "Master" quello che è nato come Programma "stages", ovvero come esperienza finalizzata a favorire un inserimento lavorativo di giovani meritevoli. Uno stage non è garanzia, ma quanto meno dovrebbe rappresentare la possibilità di inserirsi nella P.A. Questa è la finalità di quello che si chiama "stage" ed il Consiglio Regionale avrebbe dovuto pensarci al momento della redazione del bando, cosi come avrebbe dovuto riportare su questo l'ammontare netto della nostra retribuzione e allo stesso modo in cui avrebbe dovuto far si che le assegnazioni avvenissero nei tempi previsti.
Quando ho fatto domanda di certo non mi ero resa conto che stavo per "vincere" la possibilità di frequentare un master biennale retribuito... L'ho saputo adesso. E ora che lo so, se le cose non cambieranno in meglio dopo questi giorni di polemiche, appena troverò altro andrò via... cosi contribuirò anche io ad elevare la retribuzione di tutti gli stagisti rimasti, visto che siamo gli unici stagisti (o allievi del master? E di quale master poi? Come si chiamerà il master che sto frequentando?) ad avere una retribuzione che varia al variare del numero dei rinunciatari al Programma (che strana scala mobile...).
Alla cerimonia di luglio si parlava di fuga dei cervelli, importanza del merito, della meritocrazia come arma di riscatto della nostra terra ecc. ecc. ... E ora ogni mattina apro il giornale e leggo le dichiarazioni di Bova e Loiero che ripetono: "Non li assumeremo, è solo un Master". Ma vi pare onesto? Ma dov'è l'argine alla "fuga dei cervelli"? Sbaglio o questo Programma è stato finanziato per metà da fondi del FSE con lo scopo di favorire l'occupazione in Calabria?
Dovrei sentirmi in colpa per aver pensato di avere la possibilità di avere un lavoro vero nella Pubblica Amministrazione dopo due anni stages?
Sono i membri del Consiglio che dovrebbero vergognarsi di trovare a questo programma ogni giorno nomi e scopi diversi.
Assieme a noi dovrebbero mandare anche loro all'estero: cosicchè possano apprendere cos'è un decision-making efficiente e come si valorizzano le eccellenze, cosicchè possano imparare che cos'è una politica occupazionale e cos'è un master. Certo, prima di recarsi all'estero dovrebbero imparare l'inglese, possibilmente tramite corsi in cui si viene suddivisi in base al livello di partenza, non seguendo corsi come quelli che hanno propinato a noi. Anzi, io propongo uno scambio culturale tra le P.A. della Svezia e le nostre.
E sapete tutti che non è vero che solo l'anonimo scrittore della lettera critica il Programma! Scrivete quello che volete ma non insinuate che tutti la pensino come voi.
Francesca Scarfone (16.07.80)

Anonimo ha detto...

Un sito a cui vale la pena di dare un'occhiata

http://malarablog.wordpress.com/2009/01/16/ichino-se-a-tia-u-stage-non-ti-piaci-fatti-i-cazzi-toi/#comments

Anonimo ha detto...

Giustissimo Francesca, finalmente una persona che ha il coraggio di dire le cose come stanno e di firmarsi pure!

Anonimo ha detto...

Giò, hai colto nel segno. Dicono e si contraddicono anche nell'arco di una sola giornata, i suercoerenti superstagisti reggini. Come dire: in base al vento che tira, loro posizionano la vela. Vergogna!

Anonimo ha detto...

Francesca,
grazie per avermi risparmiato la fatica di scrivere quello che pensavo.
In questo modo mi basta sottoscrivere tutto quello che hai già scritto.
Nicola Manfrida

P.S.
Alla gente del nord che getta fango sui meridionali senza neanche firmarsi vorrei ricordare... che i loro figli sono istruiti da (quasi tutti) professori meridionali, il loro ordine pubblico tutelato da (quasi tutti) prefetti meridionali, le loro sentenze emesse da (quasi tutti) giudici meridionali, e così via...
Dunque, non fate gli irriconoscenti...perchè non veniamo più lassù a sistemarvi le cose..eh!

Avete paura di rimanere senza di noi...per via del Programma stage??

Anonimo ha detto...
Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
Anonimo ha detto...

x francesca: esiste una dignitosa opzione: la rinuncia!
Cmq volevo solo chiederti....ma xchè ti esprimi solo adesso, è facile dal pulpito criticare le posizioni a te non congeniali, ma il coraggio sta nel dire e dissentire al momento opportuno non quando il dado è tratto.
Adesso tutti cuor di leone, ma il vero coraggio dovrebbe essere quello di difendere i propri diritti fino in fondo agendo nella giustezza e disinteressandosi di ogni meccanismo esterno che sa tanto di strumentalizzazione...e tu lo sai! Quindi , ti prego, non fare il loro gioco xchè se è l'ovvio che bisogna esprimere allora ...meglio tacere!

Anonimo ha detto...

Per l'anonimo dell'ultimo commento: scusa, ma quando uno stage/lavoro non ti soddisfa tu aspetti razionalmente di trovare altro oppure rinunci appena le cose non ti vanno bene e ti fai mantenere da papino e mammina?
Io non ho aderito al bando perchè non avevo il coraggio di partire e trovare un altro lavoro... Lavoravo al nord e sono tornata per accettare la sfida, per dare il meglio di me nel periodo di stage nella speranza di meritarmi un giorno di lavorare nella P.A. Se le cose non cambieranno in meglio, stai sicura che appena potrò contribuirò anche io all'incremento del tuo voucher.
Non rimarrò certo qui a fare il "Master".
Per il resto, ho firmato tutte le missive inviate al Consiglio, fin dall'inizio, ho mosso le mie critiche in aula davanti a tutti, docenti compresi, ho chiamato più volte al Consiglio Regionale.
Io non sto facendo il gioco di nessuno... forse è chi tace per paura di perdere tutto o perchè gli/le è stato promesso qualcosa che sta facendo il gioco del Consiglio, questi elementi "silenziosi" stanno annullando la propria coscienza critica per farsi i loro interessi.
Per me è un dovere dissentire, anche a costo di buttarmi la zappa sui piedi. Dissentire è partecipazione e la partecipazione dei destinatari di certe manovre politiche (noi) è indispensabile per crescere e migliorare le cose.
Continua a tacere se ti piace... ma la prossima volta che ti esprimerai, la prossima volta che scriverai per criticare chi esprime coraggiosamente la propria opinione... magari firmati. Altrimenti si, forse è meglio tacere.
Francesca Scarfone

Anonimo ha detto...

Ammazza che casino!gente che litiga, stage che diventano master,voucher che aumentano all'aumentare dei rinunciatari!ma che è? highlander, ne rimarrà uno solo!la regione calabria ha combinato un bel casino e certo non sta rendendo un buon servigio ai suoi giovani laureati.
Sonia, Roma

Anonimo ha detto...

Sonia, mi hai fatto sorridere, ma credo che il tuo post sia davvero molto azzeccato. Verrebbe proprio da ridere di tutte queste situazioni, ma giusto per non piangere!

Maurizio ha detto...

Ma lo sa Eleonora Voltolina che questa iniziativa, tanto criticata, è una cosa ben diversa dagli stage convenzionali, di quelli disciplinati dalla legge cui fa riferimento Ichino?
Mi chiedo (e le chiedo) a quale stage si accede con requisiti d'eccellenza (laurea col massimo dei voti, dottorato di ricerca, pubblicazioni e così via) e con una procedura pubblica le cui varie fasi sono state interamente pubblicizzate su Internet.
Mi chiedo (e le chiedo) quale stage si svolge in una pubblica amministrazione (cioè al servizio del cittadino) anzichè in azienda (cioè al servizio di capi e capetti), anche considerata la scarsità di aziende presenti sul territorio calabrese.
Infine mi chiedo (e le chiedo) se si è data la pena di verificare il bando e il regolamento che istituiscono e disciplinano questa iniziativa, per affermare a ragion veduta se la cosa è paragonabile o meno a uno stage aziendale convenzionale.
Se la risposta fosse negativa, cara Voltolina, vedrebbe quanto è facile gettare fango su ciò che non si conosce e soprattutto senza rimetterci nulla.
Le aggiungo che i 112 firmatari di quella lettera appartengono alla sola provincia di RC, e non all'intera regione (altra informazione distorta da lei propalata), quindi oltre il 90%(!) dei partecipanti per quella provincia. E le assicuro che loro quel fango NON SE LO MERITANO.

Anonimo ha detto...

Innanzitutto non è il primo stage nella P.A. e poi sempre stage è, per cui deve assoggettarsi alla disciplina di riferimento, che non discrimina certo in base alla disciplina di selezione.
In secondo luogo, credo che la Voltolina tutto voglia tranne gettare fango su di noi... un pò di rispetto e cerchiamo di essere meno vittimisti per favore!

Maurizio ha detto...

Uno STAGE AZIENDALE significa:
1) che spesso basta il diploma e la laurea non è nemmeno richiesta;
2) che i criteri di selezione in azienda sono DEL TUTTO DISCREZIONALI;
3) altrettanto vale per i criteri di una eventuale assunzione.

Nel caso di QUESTO VOUCHER FORMATIVO:
1) ci vuole la laurea con la votazione di 110 (e questo era il REQUISITO MINIMO);
2) la selezione è avvenuta senza nessuna discrezionalità e in base a criteri prestabiliti, secondo un bando di concorso (quando mai un'azienda privata emana un bando?);
3) nessuno ha mai parlato di assunzione.

E' del tutto ovvio che questi punti fanno una differenza enorme. Chi la pensa diversamente o non ragiona o ha i suoi buoni motivi strumentali.