mercoledì 4 febbraio 2009

AL VIA I NUOVI TIROCINI SCHUMAN DEL PARLAMENTO EUROPEO: UNO DEI VINCITORI SCRIVE ALLA REPUBBLICA DEGLI STAGISTI

Partirà tra meno di un mese la nuova edizione dei tirocini Schuman, gli stage pagati del Parlamento Europeo, di cui avevo parlato qualche mese fa nel post "Schuman, musica per le orecchie degli stagisti europei".
A partire saranno in 364 - il 30% in più rispetto alla scorsa edizione - selezionati fra oltre 6mila candidature (comprese quelle per stage gratuiti però). Gli italiani saranno 53, di cui 15 giornalisti.
Ecco perchè sono davvero contenta di pubblicare questa lettera, che mi è arrivata proprio da uno di questi «magnifici 15»:

Ciao Eleonora!
Mi chiamo Alessandro Gigante e sono uno dei fortunati che a marzo partiranno per i tirocini Schuman offerti dal Parlamento Europeo. Ti scrivo per dirti grazie, perchè se ho la possibilità di andare a fare questo stage pagato (la prima volta in vita mia, dopo altri 3 totalmente gratuiti) il merito è tutto del tuo sito che me l’ha fatto conoscere!
Sono capitato sulla Repubblica degli Stagisti il 13 ottobre scorso, due giorni prima che scadessero i bandi di iscrizione, reduce dall'ennesimo stage gratuito e disoccupato a tempo pieno. Dopo centinaia di curriculum andati a vuoto ovunque, il click sul link che segnalavi e l'ennesimo tentativo: "Sarà la volta buona?". Un tirocinio pagato oltre mille euro al mese mi sembrava quasi irraggiungibile, troppo bello per essere vero. E la concorrenza serrata che avevo letto nelle cifre del post certo non incoraggiava. Con una laurea, un master e 3 anni di esperienza varia nel mondo del giornalismo ero stato rifiutato da troppe parti per non credere che finisse ancora una volta nello stesso modo.
Dopo l'invio del modulo, infatti, come sempre era calato il silenzio. Nessuna risposta per mesi. Nessun contatto. Silenzio.
Fino a che il 23 dicembre aprendo la mia casella di posta trovo una mail: "Dear Mr Gigante, you've been selected for a paid Traineeship [...]". Preso, nell'opzione giornalismo! Cinque mesi nell'ufficio del Direttorato centrale per le comunicazioni del Parlamento Europeo, a 1135 euro al mese! Con possibilità, magari, di essere tenuto anche per più tempo...
Ho appena finito di inviare via raccomandata tutta la miriade di documenti richiesti, ed ora attendo solo di sapere quando di preciso dovrò presentarmi a Milano.
Il tutto grazie a te, e alla Repubblica degli Stagisti! Per ora ti posso dire solamente questo: grazie. Ti prometto che ti terrò informato su tutti gli sviluppi futuri.
Continua così con il blog. Spero possa dare anche a tanti altri ottime opportunità lavorative come quella a cui potrò accedere io, ma soprattutto spero possa contribuire a riformare - anche se un poco - un mercato del lavoro che per ora si può definire tutto tranne che onesto, almeno per chi cerca un primo impiego.

Gig

Ps: aspettando il primo di marzo, quando comincerò lo stage, per ora sono finito a distribuire volantini, tutti i giorni dalle 8:30 alle 16:30 a 3 euro netti all'ora, con 7 gradi sotto zero. Con una laurea, un master e l'esperienza che ho, è stata l'unica cosa che sono riuscito a racimolare - anche appoggiandomi a tutte le società di lavoro interinale esistenti qui. Meno male che dove non arriva l'Italia a sostenere i suoi giovani arrivano il Parlamento Europeo e… la Repubblica degli Stagisti!

lunedì 2 febbraio 2009

SUPERSTAGE CALABRESI, SI RIAPRE IL DIBATTITO / SCRIVONO A ICHINO I TRE RETTORI DEGLI ATENEI CALABRESI E UN SUPERSTAGISTA DISSIDENTE

Continua sul sito del senatore Pietro Ichino la discussione sulla questione dei superstage calabresi, scoppiata proprio qui sulla Repubblica degli Stagisti.
In una lettera datata 29 gennaio i rettori dei tre atenei della regione (Giovanni Latorre, Massimo Giovannini e Francesco Costanzo) scrivono a Ichino: «Le università regionali, operando finalmente come sistema formalmente integrato, hanno risposto positivamente alla domanda di formazione proveniente dal territorio, senza rivendicare alcun beneficio, tantomeno di tipo economico [...] Chiunque potrà rendersi conto che si tratta di una formazione intensa, orientata a fornire agli allievi, in possesso delle lauree più diverse, una conoscenza condivisa del sistema delle pubbliche amministrazioni, con una particolare attenzione a [...] la conoscenza dell'inglese, la diffusione dell'informatica, la gestione delle risorse comunitarie». Rivendicando quindi l'alto valore formativo dell'iniziativa promossa dal consiglio regionale calabrese.
Di contro, uno dei partecipanti del Programma Stages 2008 scrive il 21 gennaio a Ichino smentendo questa versione dei fatti: «Completerò domani il mio periodo di formazione iniziale presso l’università.
[...] Una serie di lezioni rapidissime e approssimative di Diritto amministrativo, Economia, Politiche comunitarie [...] si è trattato di una formazione molto scadente... Sa come viene effettuata la verifica delle conoscenze che si sono eventualmente ‘acquisite’? Tramite un questionario a risposte chiuse che ci viene fornito prima e che naturalmente viene compilato ‘collettivamente’».
E continua: «Cosa vale per me questa formazione? Niente...Vale qualcosa fuori della Calabria? No, credo proprio di no... E certo non sarà più formativa l’esperienza che farò nell’ente. [... ] A oggi io non so se sono uno stagista, un dipendente a tempo determinato o altro... Fino a qualche giorno fa molti miei colleghi erano d’accordo con quanto Le sto dicendo. Tuttavia da un lato il bisogno, dall’altro la paura di schierarsi contro il Consiglio regionale li ha portati ad assumere una posizione di difesa come può leggere nel blog della repubblicadeglistagisti e come potrà vedere domani sera alle 23 su Terra, il programma di Canale Cinque».
La testimonianza del superstagista, che chiede a Ichino di tenere riserbo sul suo nome, si chiude con una denuncia:
«Noi stessi stagisti – che stiamo ricevendo un danno ‘di formazione’ e professionale e direi anche ‘contrattuale da questa iniziativa – abbiamo paura di dire la verità. Questo perché qui in Calabria contano le amicizie, conta la clientela e dunque è bene non contrariare certe persone dicendo liberamente quello che pensi, perché domani grazie a quell’amicizia, a quella conoscenza il tuo ‘lavoro’ o ‘stage’ biennale potrebbe diventare a tempo indeterminato... Tenga conto, Senatore, di questa cultura, di questa mentalità, che ci spinge a nasconderci, che ci spinge persino per convenienza a mentire, a non dire la verità, a non presentare le cose per come sono avvenute e avvengono, in sostanza a rinunciare, direi, persino ai nostri diritti civili».

(
Sul sito di Ichino è possibile scaricare il testo completo di entrambe le lettere)

venerdì 30 gennaio 2009

MASTER DEI TALENTI, ECCO IL BANDO 2009 PER GLI STAGE A CINQUE STELLE IN GIRO PER IL MONDO

Si apre il sipario sul Master dei Talenti 2009. Oggi presso l’aula magna della Fondazione CRT la presentazione della sesta edizione del bando, con la partecipazione del Segretario generale della Fondazione Angelo Miglietta e del patron di Eataly, Oscar Farinetti, da quest’anno presente con due tirocini nella nuova sede di Tokyo. E una moderatrice d’eccezione: la Repubblica degli Stagisti!
67 stage a cinque stelle
, dunque, che prenderanno avvio (salvo qualche caso particolare) nella primavera del 2009 e dureranno dai sei ai dodici mesi. Dove andranno i prescelti? Tutti all’estero, ovviamente: nel 31% dei casi in una multinazionale, e poi in associazioni e fondazioni (19%), piccole e medie imprese (13%), organizzazioni internazionali (13%), enti pubblici stranieri (13%), e nelle sedi estere di enti pubblici italiani (11%).

Potrà candidarsi chi si è laureato da meno di un anno e mezzo in un’università piemontese o valdostana
(università di Torino, università del Piemonte orientale “Amedeo Avogadro”, Politecnico di Torino, università della Valle d’Aosta, università di Scienze gastronomiche, accademie di Belle arti equipollenti a università), con alcuni requisiti minimi rispetto all’età e al voto di laurea. E non si tratta di un’occasione riservata solo ai “soliti” ingegneri o economisti: per alcuni tirocini sono richieste lauree come Architettura, Psicologia, Medicina, Veterinaria, e addirittura la superinflazionata Scienze della comunicazione.

I borsisti CRT potranno contare sul sostegno economico (il rimborso spese minimo è 1400 euro al mese, che lievita fino a 3300 per destinazioni particolari come Washington, Los Angeles e Dubai) e sull’occhio vigile della Fondazione, che veglierà affinché gli stage siano svolti in maniera impeccabile.

I risultati sono sorprendenti: per i quasi duecento laureati che hanno preso parte al progetto dal 2004 ad oggi, lo stage CRT si è trasformato nove volte su dieci in una proposta di lavoro (per quelli fatti in aziende – chiaramente i sistemi di assunzione per gli enti pubblici e non profit sono differenti).

Ecco un esempio di stage davvero di eccellenza: ben pagati, ben strutturati, orientati alla formazione e all’inserimento lavorativo. Cosa si potrebbe chiedere di più? Di avere un progetto simile per ogni regione italiana, magari...

MASTER DEI TALENTI, LE VOCI DEGLI «EX»: FRANCESCO IMBERTI, DALLA CINA CON AMORE (PER IL CIBO ITALIANO)

«Mi sono laureato in Agraria nell’estate del 2005, a ventiquattro anni. Durante l’università ho fatto l’animatore turistico e la pratica in studi tecnici agronomici; dopo ho lavorato per un periodo anche in università, come borsista.
Ho scelto di partecipare al
Master dei Talenti perchè da sempre ricerco esperienze all’estero – già all’università avevo fatto un Erasmus di 9 mesi a Siviglia, e poi avevo passato due mesi in Guatemala a raccogliere dati per la tesi di laurea sul costo di produzione del caffè.
Per il
MdT ero stato selezionato per due tirocini, quello Slow Food a Montpellier e quello dell’Istituto culinario italiano per stranieri a Shanghai: e subito, istintivamente, mi ha attirato maggiormente l’appeal del pianeta Cina rispetto alla vicina Francia…
Sono arrivato quindi a Shanghai nell’aprile 2006 per partecipare alle attività di promozione dei prodotti enogastronomici italiani organizzati dall’Icif nell'ambito dell’anno dell’Italia in Cina 2006. L’attività principale dell’Icif è promuovere corsi di cucina italiana per professionisti stranieri e organizzare attività di promozione dei prodotti enogastronomici italiani; io davo una mano nel lavoro d'ufficio e nella gestione degli eventi, percependo dalla Fondazione CRT una borsa di studio di circa 2500 euro al mese. Al termine dello stage ho viaggiato un mese nel sud est asiatico e poi ho passato sei mesi a Pechino a studiare il mandarino; durante questo periodo ho svolto lavoretti saltuari – comunque stare lì non costava molto, spendevo 180 euro al mese di affitto e 50 euro al mese per i corsi.
Sono tornato in Italia nell’estate del 2007, con un rocambolesco viaggio via terra passando per Mongolia, Siberia e prendendo poi il treno della ferrovia Transiberiana. Dopo due mesi come supplente alle scuole superiori, sono tornato in Cina a fare il restaurant manager di un ristorante italiano sull'isola di Hai Nan, nella Cina meridionale: lì guadagnavo 10mila rmb al mese (circa mille euro), più vitto e alloggio pagati. Sono dovuto tornare in Italia a giugno 2008 perchè il mio visto non era più rinnovabile: dopo i disordini del Tibet e con l’avvicinarsi delle Olimpiadi, c’era stato un giro di vite burocratico. Di nuovo in Italia, ho scoperto che stava per partire un master in ambito agroalimentare organizzato dalla Ferrero di Alba con l’università di Torino e mi sono iscritto. La mia speranza per il futuro? Che il prossimo lavoro mi permetta di unire la formazione accademica con quella linguistica e "di vita" che ho avuto parallelamente».

MASTER DEI TALENTI, LE VOCI DEGLI «EX»: PAOLA LAIOLO, DA TORINO A BRUXELLES INSEGUENDO L'EUROPA

«Ho 28 anni e sono originaria di Canelli, in provincia di Asti. Ho fatto Scienze internazionali e diplomatiche all’università di Torino: sognavo un lavoro che mi permettesse di viaggiare e di entrare a contatto con nuove culture. Mentre studiavo ho fatto i lavoretti più disparati: cameriera, hostess alle fiere, ripetizioni private, tutoraggio e assistenza in università. Ho fatto anche due esperienze all’estero: un paio di mesi a Londra presso una famiglia inglese come ‘au pair’ e un Erasmus di 8 mesi a Parigi. Dopo la laurea ho vinto un assegno dell’università di Torino come assistente presso il dipartimento di Economia, durato 3-4 mesi, durante i quali ho mandato decine di cv e fatto svariati colloqui... All’inizio non è stato facile!
Il primo bando Master dei Talenti è stato pubblicato nel 2004, poco dopo la mia laurea: l’ho saputo attraverso Internet. Mi è sembrata subito una grande opportunità: erano disponibili alcune posizioni all’estero per cui era richiesto un profilo molto simile al mio, e, incredibile ma vero, erano ben remunerate. Mi sono candidata per il tirocinio presso la Regione Piemonte (6 mesi a Torino e 6 mesi a Bruxelles) e per quello presso Comune di Torino / Unioncamere Piemonte (rappresentanza di Bruxelles). Sono stata selezionata per il secondo.
I primi tre mesi li ho passati al settore Relazioni internazionali del Comune, con l’obiettivo di mappare le esigenze e le problematiche in materia di finanziamenti europei. I successivi sei mesi sono stata all'ufficio di rappresentanza di Bruxelles di Unioncamere Piemonte, analizzando e monitorando le politiche comunitarie di interesse dei vari settori del Comune e raccogliendo informazioni per consentire una partecipazione tempestiva ai programmi di finanziamento dell’UE. Il tirocinio sarebbe dovuto durare nove mesi, ma l’ho interrotto prima della fine: ero stata presa all’ufficio Affari internazionali di Banca Intesa a Bruxelles, anche lì con uno stage retribuito circa 1400 euro. Ho avuto così l’opportunità – dopo l’esperienza nella pa – di lavorare nel privato e vedere come gli affari europei ed internazionali erano gestiti da una grande banca. Presso Banca Intesa a Bruxelles ho fatto i primi cinque mesi come stagista, poi ho avuto un contratto da un anno e successivamente un contratto a tempo indeterminato. Complessivamente, ho lavorato per loro tre anni e mezzo, durante i quali ho conseguito un master in Management alla Solvay Business School (durato 2 anni e svolto part-time).
Nell'estate del 2008, una volta terminato il master, Banca Intesa (nel frattempo diventata Intesa Sanpaolo) mi ha proposto di trasferirmi a Milano presso la sede centrale del gruppo. Qui oggi sono project analyst e continuo ad occuparmi di affari europei: in particolare seguo i rapporti con le aziende clienti interessate ad accedere ai finanziamenti dell'Unione Europea per la ricerca e sviluppo e l'innovazione tecnologica. È un lavoro molto dinamico, che ha poco a che vedere con i ruoli bancari più tradizionali e che mi permette di viaggiare molto e di venire a contatto con alcune delle realtà imprenditoriali più innovative ed interessanti del panorama italiano.
La scelta di tornare in Italia è stata dettata principalmente dall'opportunità lavorativa ed economica – aumento di posizione e stipendio! – ma anche dal desiderio di riavvicinarmi un po’ a casa dopo quattro anni di lontananza…
».

DUE PAROLE CON ANDREA MARTINA, IDEATORE DELLA CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE MASTER DEI TALENTI 2009

Andrea Martina, classe 1984, è saltato sul treno del Master dei Talenti appena finita la laurea triennale in Ingegneria del cinema e dei mezzi di comunicazione al Politecnico di Torino. Il suo tirocinio l’ha fatto alla mecca del cinema, Los Angeles: prima un corso di grafica 3D alla prestigiosa Gnomon School di Hollywood e poi catapultato su progetti cinematografici e televisivi presso la "Look Effects". Ora sta lavorando alla tesi per la laurea specialistica: si è inventato un progetto in collaborazione con il Politecnico di Torino, l’università di Las Vegas e l’UCLA, e ad aprile tornerà a Torino per laurearsi. È lui il creativo che ha ideato la nuova campagna di comunicazione del MdT (qui sotto).

Come ti è venuta l'idea della lampadina con la ventiquattr’ore?
Ho pensato che il simbolo doveva essere qualcosa di divertente, fuori dai soliti schemi. La lampadina vuole rappresentare le idee e anche i famosi "cervelli" che spesso fuggono. Una lampadina che però non sa esattamente cosa fare: è pronta per il mondo del lavoro, già con la valigetta nuova, ma non sa dove andare, si gratta la testa… Il MdT dovrebbe aiutare i cervelli a trovare una strada!

Tre aggettivi per la tua esp
erienza MdT a Los Angeles.
Unica! Senza il MdT non avrei mai potuto vivere a LA per mesi, senza aiuti esterni, frequentando una scuola famosa in tutto il mondo. Un altro aggettivo: formativa. La possibilità di vivere lontano dall'Italia, tra persone che ragionano in un modo completamente diverso, aiuta tantissimo ad aprire la mente e le prospettive. Infine, incoraggiante. Verso il futuro, intendo: il MdT permette di applicare immediatamente i propri studi all'interno del proprio campo di lavoro e di acquistare crediti sul cv, ma soprattutto sicurezza di fronte al futuro.

Quali sono le caratteristiche più importanti che un neolaureato deve avere per "vincere" il MdT?

Sicuramente si deve essere ambiziosi. Non arrivisti, ma ambiziosi: cercare di migliorarsi sempre – nel caso del MdT, facendo una esperienza importante e formativa all'estero. Non bisogna avere paura ad affrontare una situazione nuova... Provare e "buttarsi" significa mettersi in gioco, cosa fondamentale per sen
tirsi realizzati, anche nelle piccole cose quotidiane.
Andare all'estero oggi per un giovane italiano è una opportunità o una conditio sine qua non per trovare occasioni di crescita professionale?

Un’opportunità. Chiunque può scegliere se affrontare un
esperienza all'estero o lavorare solamente entro i confini italiani. Ovviamente questo pone le persone su piani differenti. Lo studente che passa anche solo qualche mese all'estero vive un’esperienza molto importante, e vede come si lavora in un ambiente diverso da quello italiano. Poi magari, tornato in "patria", saprà utilizzare bene le conoscenze acquisite altrove. Non credo che andare allestero sia una conditio sine qua non per unesperienza formativa, ma la trovo unenorme opportunità: chi si sente di affrontarla dovrebbe cercare in tutti i modi di ottenerla. Soprattutto oggi che qualunque lavoro è globale.

mercoledì 28 gennaio 2009

TORNA LA GRANDE OCCASIONE DEGLI STAGE ALL'ESTERO FINANZIATI DALLA FONDAZIONE CRT

Vi siete appena laureati nelle università del Piemonte o della Valle d’Aosta? Drizzate le antenne, perché potenzialmente siete i destinatari di una delle occasioni più luminose nel panorama degli stage italiani. Sta per partire il bando 2009 del Master dei Talenti promosso dalla Fondazione CRT (di cui la Repubblica degli Stagisti aveva già parlato l’estate scorsa, in questo e quest'altro post).
Il progetto mette in palio 67 stage in giro per il mondo: dalla Russia agli Stati Uniti, dal Perù all’India, dalla Cina al Mali. La Fondazione investirà in questi 67 neolaureati quasi 2 milioni di euro, erogando un rimborso spese mensile commovente: da 1400 a 3300 euro lordi, a seconda del costo della vita nel Paese di destinazione.
Se volete curiosare, su questa pagina potete trovare un’anteprima degli stage. Il bando sarà presentato a Torino venerdì 30 gennaio – ci sarà anche la Repubblica degli Stagisti! – e chi si vorrà candidare avrà tempo fino al 28 febbraio per compilare i moduli. In bocca al lupo a chi ci proverà!

sabato 24 gennaio 2009

PIANETA PRATICANTI: «PRATICANTATO E SCUOLA DI SPECIALIZZAZIONE PER MAGISTRATURA? FARLI INSIEME È QUASI IMPOSSIBILE»

P. si è laureato in Giurisprudenza a soli 24 anni. Trovare uno studio dove fare il praticantato per lui è stato facile: «Ho inserito il curriculum nel sito dell’Ordine degli avvocati, e dopo mezz’ora ho ricevuto la prima chiamata: gli studi legali sono alla spasmodica ricerca di carne da macello», racconta. «In poche settimane ho fatto una decina di colloqui, ricevendo proposte talvolta assurde: per esempio, uno stage non retribuito anziché il praticantato per il quale mi ero candidato».
In più P. ha un’esigenza particolare: ottenere un part time, per poter contemporaneamente frequentare la scuola di specializzazione indispensabile ad accedere al concorso in magistratura. «Gli studi grandi non lo concedono mai: così chi vuole fare la scuola di specializzazione si trova obbligato ad andare in studi piccoli». P. comincia il suo praticantato in uno studio gestito da un solo avvocato: «Gli accordi prevedevano una retribuzione di 250 euro al mese per i primi due mesi, e poi di 500 euro per i due mesi successivi. Dopo questo periodo di prova, avremmo contrattato uno stipendio tra i 500 e i 1000 euro al mese. Quanto agli orari, l’avvocato chiedeva per i primi due mesi un impegno dalle 9:00 alle 19:00 con una pausa pranzo di due ore, e poi una disponibilità a lavorare senza orario. Però io comunque avrei fatto il part-time» aggiunge «e quindi alle 14:00 sarei uscito».
Nel giro di poco tempo, però, il rapporto tra l’avvocato e i suoi praticanti (altri due oltre a P.) si deteriora: «Siamo tutti scappati a gambe levate nel giro di un mese. Se sbagliavamo qualcosa, per esempio nel redigere un atto, l'avvocato ci urlava contro – senza considerare il fatto che noi non avevamo esperienza, ed eravamo appunto lì per imparare».
Così P. passa in un altro piccolo studio legale: «Qui non mi danno nulla di rimborso spese ma non mi chiedono grande impegno, quindi posso dedicarmi alla scuola».
Pare che fare il praticantato sia davvero un problema per chi vuole anche seguire i due anni di scuola di specializzazione: «La mia ha un obbligo di frequenza dalle 15:00 alle 19:00 tutti i giorni dal lunedì al giovedì. In più bisogna studiare e fare i compiti a casa». La scuola è anche costosa: «
Io pago una retta di 3mila euro l’anno. La cosa grave è che non sono previste differenziazioni in base al reddito: è chiaro che non tutti possono permettersi di sborsare una cifra così alta, perdipiù senza avere entrate». In ogni caso, ben pochi si prendono il rischio di fare solo la scuola di specializzazione, lasciando perdere il praticantato: «Quasi tutti cercano di fare entrambi, perché il concorso in magistratura è un terno al lotto», conclude P.: «in caso vada male, almeno si potrà ripiegare sull’avvocatura!».

venerdì 23 gennaio 2009

PIANETA PRATICANTI: «GUADAGNO 800 EURO AL MESE, MA ALLO STUDIO PORTO 800 EURO AL GIORNO»

A. ha 26 anni ed è un praticante avvocato. Racconta la sua storia alla Repubblica degli Stagisti a condizione di mantenere l'anonimato: come lui, quasi tutti i praticanti temono ritorsioni dagli studi dove lavorano.
«Ho cominciato nell’aprile del 2008, una settimana dopo la laurea» racconta A. «In studio siamo una settantina: ci sono sei soci più altri partner, ma i 2/3 sono praticanti come me. Tutti figuriamo come collaboratori: ci siamo aperti la nostra partita Iva e svolgiamo il praticantato come liberi professionisti». E cosa fa questo piccolo esercito di praticanti? «In Tribunale, oltre ad assistere alle udienze, andiamo a depositare atti presso la cancelleria, oppure all’ufficio notifiche per rilasciare atti da notificare. In studio facciamo ricerche propedeutiche al lavoro di altri avvocati, poi redigiamo atti, memorie, comparse, citazioni».
Il praticantato per diventare avvocati dura 24 mesi e nel Codice deontologico forense c'è scritto esplicitamente che ogni avvocato deve «fornire al praticante un adeguato ambiente di lavoro, riconoscendo allo stesso, dopo un periodo iniziale, un compenso proporzionato all'apporto professionale ricevuto». E A. quanto prende? «Per i primi mesi lo stipendio previsto dallo studio è di circa 800 euro lordi al mese, che poi sale a 1000 e può arrivare negli ultimi mesi a 1300 se i titolari sono particolarmente contenti del lavoro di un praticante». Fantastico? «Sì. Un po’ meno fantastico se si considera che io in un solo giorno produco per lo studio l’equivalente di quanto guadagno in un mese. È facile dedurlo dal time-sheet: ogni telefonata, ogni mail, ogni ricerca che faccio viene fatturata al cliente. E non certo 5 euro all’ora!».
Ma A. sa di essere fortunato: «Ci sono miei compagni di università che prendono meno della metà di quel che prendo io. Però c'è da dire che io entro in studio alle 9 della mattina ed esco quasi ogni giorno alle 9 di sera: tolta l’oretta di pausa pranzo, vuol dire 11 ore di lavoro al giorno dal lunedì al venerdì, e certe volte anche il sabato. Mi è capitato di stare in studio fino alle 2 di notte. In generale, se esco prima delle 8 vengo guardato malissimo: il risultato è che non ho più una vita al di fuori dello studio!».
I praticanti, come già avevo osservato qualche mese fa nel post «La Repubblica dei Praticanti», sono incredibilmente simili agli stagisti. La differenza sostanziale è che, se vogliono cominciare la professione per la quale hanno studiato, il praticantato devono farlo obbligatoriamente. Pertanto ogni anno gli studi di avvocati, commercialisti, notai, agronomi e chi più ne ha più ne metta, si ritrovano la fila davanti alla porta. E a chi non farebbe gola questa schiera di volenterosi neolaureati, disposti a lavorare gratis o per poche briciole senza mai guardare l'orologio, pur di poter accedere all'esame di Stato?

venerdì 16 gennaio 2009

ICHINO PROPONE: MANDIAMO I SUPERSTAGISTI A FARE ESPERIENZA ALL'ESTERO

Dal suo sito, il senatore Pietro Ichino formula una proposta «per raddrizzare l'iniziativa decisamente nata male» del Programma Stages 2008 promossa dal consiglio regionale calabrese.
«Siamo ancora in tempo» dice Ichino: «Perché, visto che la maggior parte degli stage in questione risulta non essere stata ancora attivata, non dimezzarne la durata, utilizzando i 12.000 euro residui per finanziare la permanenza del giovane stagista per quattro o sei mesi presso un’amministrazione municipale o provinciale del nord-Europa (ma anche tedesca, austriaca, francese o svizzera) particolarmente interessante dal punto di vista della innovazione amministrativa? Allora sì che, oltre alla compatibilità con la disciplina legislativa della materia, si recupererebbe un vero contenuto formativo di questi stage».

giovedì 15 gennaio 2009

I SUPERSTAGISTI CALABRESI RISPONDONO A ICHINO E AL CORRIERE: NON CI REGALANO NIENTE

Dopo l'articolo pubblicato oggi dal Corriere della Sera, «I "super-stagisti" della Calabria: negli enti per due anni a paga doppia», e l'iniziativa del senatore Pietro Ichino che ha preparato un'interrogazione parlamentare sull'argomento, ecco in una lettera aperta la replica dei partecipanti al Programma Stages 2008 promosso dal consiglio regionale della Calabria:

LA “VOCE” DEI MIGLIORI GIOVANI LAUREATI DELLA CALABRIA

Parecchio sgomento ha suscitato tra i beneficiari dei voucher offerti dal Consiglio Regionale della Calabria la severa posizione espressa in merito dal Senatore Ichino e trasposta nei contenuti – si apprende oggi - di una recentissima interrogazione parlamentare.
Si coglie in particolare nelle parole del noto giuslavorista un ingiustificato ed incomprensibile scetticismo nei confronti del programma attivato dal Consiglio Regionale, fondato esclusivamente sulla pretesa non riconducibilità del contenuto del progetto, per come immaginato dalla Regione, nei confini legali degli stages formativi.
Orbene, al di là dell’etichetta impressa dal Consiglio Regionale a tale iniziativa, mediaticamente battezzata come “Programma Stages”, non v’è dubbio che la stessa presenti dei caratteri del tutto peculiari che trovano preciso fondamento, quanto alla forma, in una legge regionale del 2004, e, per quel che più conta, nella sostanza, nell’assetto sociale e occupazionale della realtà calabrese.
L’iniziativa infatti mira – per come testualmente riferito nella citata legge – a “promuovere un percorso di eccellenza finalizzato ad attrarre e a trattenere risorse umane ad alto potenziale, incentivando la residenzialità in Calabria dei giovani (…) che abbiano capacità e competenze necessarie per lo sviluppo del tessuto sociale ed economico della Regione”.
Non si comprende dunque come il senatore Ichino supporti l’opinione demolitrice secondo cui si tratterebbe di “iniziative fasulle di formazione professionale”, finalizzate in buona sostanza a realizzare forme illegali di mera “assistenza, dannose per il funzionamento del mercato del lavoro e per gli interessi professionali degli stessi giovani coinvolti”. Pare proprio che simili affermazioni traggano origine dai più risalenti pregiudizi e radicati luoghi comuni con i quali quotidianamente deve fare i conti la realtà occupazionale calabrese.
L’opportunità offerta è invece fortemente innovativa, intendendo il Consiglio Regionale da un lato incentivare l’arricchimento del nostro bagaglio professionale e culturale e, dall’altro, metterlo al servizio delle amministrazioni locali, scongiurando così il perpetuarsi del triste fenomeno della emigrazione delle più brillanti intelligenze del Meridione. Attraverso un percorso strutturato su due livelli. Il primo, formativo, rivolto a fornire ai partecipanti gli strumenti giuridici e tecnici propedeutici all’inserimento nelle pubbliche amministrazioni. Il secondo, pratico operativo, mediante la collocazione, secondo i profili curriculari e professionali di ciascuno, presso le amministrazioni che hanno manifestato l’interesse a giovarsi della nostra alta professionalità garantendo un progetto professionale qualificato e d’alto profilo.
Nessuno peraltro pretende che tale esperienza sia finalizzata ad una futura assunzione, poiché, come è ben noto, l’accesso ai Pubblici Uffici, persino in Calabria, avviene solo per concorso pubblico.
Precisato ciò, è risibile oltre che offensivo, definirci dei “superstagisti a paga doppia avviati alla nullafacenza”.
Quello che ci viene corrisposto è un “premio d’eccellenza”, inferiore peraltro nell’importo ad una borsa di dottorato o ad un classico contratto a progetto, ed idoneo perlopiù a coprire, soprattutto per quanti (molti) viaggeranno per recarsi presso le amministrazioni più decentrate, le spese “vive”.
Sono dunque queste le ragioni che ci hanno spinto ad aderire con entusiasmo e speranza all’iniziativa inedita e fortemente innovativa del Consiglio Regionale, offrendo quale contropartita il nostro impegno e la nostra brillantezza ad una terra che non accettiamo di vedere per l’ennesima volta raccontata secondo schemi obsoleti di clientele e cieco assistenzialismo.

Firmato: I migliori laureati della Calabria

L'ASI CERCA 12 STAGISTI SPAZIALI

Parte oggi il bando Asi – Crui: dal 16 marzo al 16 settembre l’Agenzia spaziale italiana
è pronta
ad ospitare dodici ingegneri, fisici, astronomi, matematici per sei mesi - il termine ultimo per presentare la domanda è lunedì 2 febbraio.
Dal 2005 al 2008 gli «stagisti spaziali» sono già stati una quarantina, equamente divisi tra laureandi e neolaureati. La novità è che da quest’anno prenderanno un piccolo rimborso spese: l’Asi erogherà loro 300 euro netti al mese, decisione – specie nel panorama degli enti pubblici – degna di menzione. La Repubblica degli Stagisti fa il punto della situazione con Valeria Guarnieri, referente operativo dell’attuazione del “Programma di tirocinio Asi – Università Italiane”.

Quali sono le competenze che maggiormente ricercate?
Quelle tecnico scientifiche, quindi ci rivolgiamo a laureandi e laureati in Fisica con indirizzo Astrofisica, Cosmologia e Scienze della Terra. Poi Astronomia, Matematica e soprattutto Ingegneria: aerospaziale, aeronautica, elettronica, telecomunicazioni, meccanica.
Come si struttura lo stage?
Ogni progetto formativo ha le sue peculiarità; in genere durante i primi uno-due mesi i tirocinanti familiarizzano con l’Asi,e poi vengono coinvolti in riunioni di avanzamento di progetto o di contratto, in workshop e seminari, preparano presentazioni, relazioni e piccoli studi. Un’attività molto centrata sulla ricerca: hanno l’opportunità di venire a contatto con un settore profondamente innovativo e in costante evoluzione. In particolare, i laureandi possono svolgere particolari ricerche documentarie su materiali difficilmente reperibili in altri contesti.
Dove hanno luogo gli stage?
Nella maggior parte dei casi nella sede di Roma, e poi presso i centri operativi di Matera e Trapani. Il Centro di Geodesia Spaziale di Matera è dedicato principalmente al telerilevamento e all’analisi di dati satellitari e si occupa anche di robotica spaziale e missioni interplanetarie. A Trapani invece c’è la Base di lancio di palloni stratosferici, che sono un’alternativa ai satelliti o alla Stazione Spaziale Internazionale.
Fino ad oggi i vostri stage non prevedevano un rimborso spesa, però così vi siete accorti che perdevate ottimi candidati. Per questo avete deciso cambiare politica?
Sì: per rendere più competitivo il progetto ed attrarre candidature di maggior pregio, abbiamo deciso di dare seguito alla direttiva Funzione pubblica n. 02/05, che consente agli enti pubblici di erogare borse di studio ai tirocinanti.
Per il 2009 l'importo del rimborso spese è fissato a 300 euro netti. Pensate che riuscirete il prossimo anno a portarlo, magari per i laureati, almeno a 500 euro?
Questa del rimborso spese per noi è una sperimentazione: eventuali modifiche al progetto potranno essere valutate solo a settembre.