giovedì 15 gennaio 2009

I SUPERSTAGISTI CALABRESI RISPONDONO A ICHINO E AL CORRIERE: NON CI REGALANO NIENTE

Dopo l'articolo pubblicato oggi dal Corriere della Sera, «I "super-stagisti" della Calabria: negli enti per due anni a paga doppia», e l'iniziativa del senatore Pietro Ichino che ha preparato un'interrogazione parlamentare sull'argomento, ecco in una lettera aperta la replica dei partecipanti al Programma Stages 2008 promosso dal consiglio regionale della Calabria:

LA “VOCE” DEI MIGLIORI GIOVANI LAUREATI DELLA CALABRIA

Parecchio sgomento ha suscitato tra i beneficiari dei voucher offerti dal Consiglio Regionale della Calabria la severa posizione espressa in merito dal Senatore Ichino e trasposta nei contenuti – si apprende oggi - di una recentissima interrogazione parlamentare.
Si coglie in particolare nelle parole del noto giuslavorista un ingiustificato ed incomprensibile scetticismo nei confronti del programma attivato dal Consiglio Regionale, fondato esclusivamente sulla pretesa non riconducibilità del contenuto del progetto, per come immaginato dalla Regione, nei confini legali degli stages formativi.
Orbene, al di là dell’etichetta impressa dal Consiglio Regionale a tale iniziativa, mediaticamente battezzata come “Programma Stages”, non v’è dubbio che la stessa presenti dei caratteri del tutto peculiari che trovano preciso fondamento, quanto alla forma, in una legge regionale del 2004, e, per quel che più conta, nella sostanza, nell’assetto sociale e occupazionale della realtà calabrese.
L’iniziativa infatti mira – per come testualmente riferito nella citata legge – a “promuovere un percorso di eccellenza finalizzato ad attrarre e a trattenere risorse umane ad alto potenziale, incentivando la residenzialità in Calabria dei giovani (…) che abbiano capacità e competenze necessarie per lo sviluppo del tessuto sociale ed economico della Regione”.
Non si comprende dunque come il senatore Ichino supporti l’opinione demolitrice secondo cui si tratterebbe di “iniziative fasulle di formazione professionale”, finalizzate in buona sostanza a realizzare forme illegali di mera “assistenza, dannose per il funzionamento del mercato del lavoro e per gli interessi professionali degli stessi giovani coinvolti”. Pare proprio che simili affermazioni traggano origine dai più risalenti pregiudizi e radicati luoghi comuni con i quali quotidianamente deve fare i conti la realtà occupazionale calabrese.
L’opportunità offerta è invece fortemente innovativa, intendendo il Consiglio Regionale da un lato incentivare l’arricchimento del nostro bagaglio professionale e culturale e, dall’altro, metterlo al servizio delle amministrazioni locali, scongiurando così il perpetuarsi del triste fenomeno della emigrazione delle più brillanti intelligenze del Meridione. Attraverso un percorso strutturato su due livelli. Il primo, formativo, rivolto a fornire ai partecipanti gli strumenti giuridici e tecnici propedeutici all’inserimento nelle pubbliche amministrazioni. Il secondo, pratico operativo, mediante la collocazione, secondo i profili curriculari e professionali di ciascuno, presso le amministrazioni che hanno manifestato l’interesse a giovarsi della nostra alta professionalità garantendo un progetto professionale qualificato e d’alto profilo.
Nessuno peraltro pretende che tale esperienza sia finalizzata ad una futura assunzione, poiché, come è ben noto, l’accesso ai Pubblici Uffici, persino in Calabria, avviene solo per concorso pubblico.
Precisato ciò, è risibile oltre che offensivo, definirci dei “superstagisti a paga doppia avviati alla nullafacenza”.
Quello che ci viene corrisposto è un “premio d’eccellenza”, inferiore peraltro nell’importo ad una borsa di dottorato o ad un classico contratto a progetto, ed idoneo perlopiù a coprire, soprattutto per quanti (molti) viaggeranno per recarsi presso le amministrazioni più decentrate, le spese “vive”.
Sono dunque queste le ragioni che ci hanno spinto ad aderire con entusiasmo e speranza all’iniziativa inedita e fortemente innovativa del Consiglio Regionale, offrendo quale contropartita il nostro impegno e la nostra brillantezza ad una terra che non accettiamo di vedere per l’ennesima volta raccontata secondo schemi obsoleti di clientele e cieco assistenzialismo.

Firmato: I migliori laureati della Calabria

18 commenti:

Anonimo ha detto...

Cara Eleonora,
mi permetterei, stavolta, le seguenti affermazioni in relazione a questo post;
1) Ragazzi, un pò di umiltà. Personalmente, non firmerei mai una lettera come "migliore"..lo trovo come firmare "il più figo". C'è sempre qualcuno al mondo più bravo di voi (come di me, e così via..).
2) Non metto in dubbio la validità di coloro che sono stati selezionati, però guardiamo anche solo i profili che hai analizzato:
- uno è un prof a contratto (fà già altro, e probabilmente fa bene)
- uno è un ingegnere libero professionista (fà già altro)
- una ha fatto la bibliotecaria (e infatti a quanto ho capito vuole lavorare nel suo ambito nel pubblico)
- uno è commercialista (e infatti dice che eserciterà e farà lo stage allo stesso tempo).
Tutti questi profili (sulla loro validità professionale penso basti quanto hai scritto) sono secondo te lontanamente compatibili con uno stage? La formazione in questi stage molto probabilmente sarà nulla.... sono già "lavoratori"!!Non è che 3 su quattro di quelli sopra(ipotizzo, non intendo far arrabbiare nessuno) faranno questo "stage" (anche arrotondando, che non fa mai male) nella speranza di ottenere il così tanto agognato posto sicuro (vi svelo un segreto: ormai, nel 2009, il posto sicuro non esiste più in nessun paese di questo mondo..)? Secondo me, visto come sono organizzati questi stage "all'italiana", direi che i profili di quelli selezionati sono due: i primi (vedi tipo quelli sopra), validissime persone cui viene data un'illusione per i prossimi due anni (parliamoci chiaro); i secondi, quelli di cui parla Ichino. Quali dei due profili hanno più possibilità di essere assunti alla fine dello stage? Per me i secondi. Saluti, Riccardo

Anonimo ha detto...

...dopo tre mesi a cercare di conoscerci e cementarci... sulle parole "eccellente" "migliore" "cervello" ecc ecc, noi facciamo con tenerezza molta ironia... consapevoli delle opportunità che, grazie a questo progetto, il nostro voto di laurea ci sta dando... non siamo così superbi come pensi Riccardo! ...e poi, perdonami, ma dalla lettura di quattro interviste pensi di aver inquadrato perfettamente tutti e 500?

Anonimo ha detto...

Caro Anonimo (azz, ma di recente a tutti gli anonimi rispondo.... :P),

l'ironia, anche rileggendo, non sono riuscito a percepirla. Dipendendo questo dal punto di vista di chi legge, prendo atto dell'intento. In questo caso, ovviamente, puoi saltare le righe che ho scritto a riguardo. Per la tua seconda domanda: no, non ho di queste pretese, ma ho espresso una mia opinione. Se non sei daccordo, dimmi pure che ne discutiamo, mica ho la verità in tasca (sbaglio di continuo, è un mio pregio!). Anzi, ti rilancio un'altra domanda (anzi, serie di domande): con tutte le cose di cui penso abbia bisogno Reggio Calabria (senza andare sul livello nazionale) pensi davvero che 500,1000 o anche 2000, 3000, 10000 stage di due anni cambino qualcosa? Se i soldi c'erano, era meglio assumerne meno a tempo determinato, o a tempo indeterminato anche solo dieci (perchè questo è circa il rapporto di costo)? Perchè hanno scelto PROPRIO lo stage, con le anomalie che Eleonora ha tanto puntualmente elencato? Perchè non ASSUMERE invece che proporre stage a persone fino a 37 anni (ma ci rendiamo conto???)? Ti rilancio poi la domanda che ho già fatto: secondo te, dopo questi due anni, chi pensi saranno i "fortunati" che venga "assunto" davvero? Saluti, Riccardo

Anonimo ha detto...

caro riccardo,
credo che troppo frettolasamente tu stia giudicando. indubbiamnete l'eterogeneità delle persone presenti allo stage, è uno degli elementi che ha portato maggiore confusione. ma chiariamoci, visto che sono una dei 4 stagisti intervistati che ha accettato di porre nome e cognome sulle sue dichiarazioni. sembra quasi che ognuno di noi si debba giustificare per quello che è il proprio percorso o la propria formazione fino ad ora raggiunta e garantisco anche per le persone che ho avuto la possibilità di conoscere in questi 3 mesi, non senza sacrifici. per quanto mi rigurada, nella mia intervista non emerge un fattore fondamentale che mi ha portato ad aderire a questo "programma stage". nonostante la laurea e la specializzazione con il massimo dei voti, che sicuarmente tanti altri, fuori e dentro quell'aula, hanno ottenuto, io ero disoccupata da un anno, per tanto quando c'è stata la possibilità di partecipare allo stage, l'ho fatto con entusiasmo, giudicandolo un occasione. la bibliotecaria non l'ho mai fatta, il catalogatore nel campo dei beni culturali fa ben altro, ma capisco che non è un tuo problema. e continuo dicendoti che l'assistenzialismo o l'idea del posto sicuro, non è il mio obiettivo, come quello di molti altri, e neanche usare le 1000 euro come "seconda" fonte di reddito. se non ci fosse stata questa possibilità probabilmente sarei andata di nuovo via dalla mia regione, per perseguire quelli che sono i miei obiettivi lavorativi e trattandosi di beni culturali, per me il pubblico è l'interlocutore privileggiato, avrei abbandonato affetti, ma soprattutto la possibilità di contribuire allo sviluppo di quella "Calabria" che "vuole" crescere e non ce la fa più di essere martirizzata per una storia non sempre troppo edificante ma che è fatta anche di tanta cultura, tradizione e bellezza.
serena

benny ha detto...

a me sembra di capire che le persone che hanno aderito al progetto siano oneste e si stiano impegnando nello stage.
Bisognerà vedere invece quanto è stato onesto il Consiglio Regionale, lo scopriremo tra due anni...

Anonimo ha detto...

...vorrei fare i complimenti a chi ha fatto l'intervista ai 5 stagisti. devo dire che 5 su 500 è un' indagine a campione degna di attendibilità e considerazione.
La invito a farsi un giro fra gli stagisti della provincia di Cosenza:troverà stagisti con un'età media di 27 anni.
...e giusto per chiarire...dei commercialisti, degli avvocati e degli ingegneri di cui parla alcuni hanno esclusivamente il titolo.una cosa è avere appunto il titolo,che si consegue dopo 2 o 3 anni (a seconda della professione) di PRATICA GRATIS OBBLIGATORIA CON RELATIVO ESAME, un' altra è esercitare la professione , altra ancora è essere, appunto, un MERO PRATICANTE.
Per il resto era chiaro nel bando che non potevano partecipare coloro i quali avevano un contratto di lavoro subordinato. Dunque, se ci sono singoli casi che lei ritiene irregolari, li segnali alle autorità competenti che sicuramente, prenderanno provvedimenti a riguardo.
Io ho aderito a un bando di concorso LEGITTIMO avendone i requisiti richiesti e sono risultata vincitrice.Quello che io o i miei colleghi intendiamo fare al termine dello stage, nè tantomeno come utilizzeremo il "premio" a noi destinato non sono sicuramente cose che la riguardano.Più tosto sarebbe meglio per lei imparare a condurre un'inchiesta se vuole esercitare la professione di giornalista, perchè le informazioni devono essere chiare, precise e dettagliate se vuole evitare querele.
Cordiali saluti

Anonimo ha detto...

Ma nessuno se la prende con gli stagisti, sicuramente onesti... é sulla legittimità della proposta della regione che occorrerebbe discutere...
Elisa

Eleonora Voltolina ha detto...

Cara superstagista anonima,
mi dispiace che tu sia così arrabbiata. Ma chi fa il giornalista non può accontentare tutti, anzi, meglio fa il suo mestiere, di solito, più persone scontenta.
Io mi batto da oltre un anno, su questo blog, affinchè lo strumento dello stage venga usato propriamente: nel caso del Programma Stages ci sono molti lati oscuri - di cui voi, che ho ribattezzato "superstagisti" proprio perchè avete curricula ottimi, non avete alcuna colpa, ma che esistono.
Il fatto che il programma preveda una durata di 24 mesi per i vostri stage (quando la legge indica un termine massimo di 12 mesi), e che sia aperto a persone fino a 37 anni, è di per sè una notizia rilevante.
Se poi il programma prevede per giunta che dopo lo stage tutti voi superstagisti veniate rimessi per strada - con l'unico contentino di un "credito formativo universitario analogo a quello di un master di secondo livello" - allora suona ancor più forte il campanello d'allarme, perchè viene a cadere uno degli obiettivi fondamentali dello stage, e cioè quello di favorire l'inserimento lavorativo.
Le testimonianze che ho raccolto sono molto varie: hanno parlato una 27enne, un 30enne, un 32enne e un 36enne, tutti con lauree ed esperienze lavorative diverse. Ognuno di loro ha raccontato la sua storia, le motivazioni che l'hanno spinto/a ad aderire al Programma Stages, quel che si aspettava da questa iniziativa. Nessuno di loro ha avuto la pretesa di parlare a nome degli altri 499: hanno semplicemente raccontato la loro esperienza personale.
Se però tu pensi che anche la tua storia potrebbe essere emblematica, e hai voglia di farti intervistare, io sono disponibile ad ascoltarti e a pubblicare un post con la tua testimonianza, così come ho fatto coi tuoi colleghi. Un saluto,

Eleonora

Anonimo ha detto...

...sono d'accordo con chi dice che se davvero c'è qualcuno fra gli stagisti che lì non ci dovrebbe stare, questo qualcuno va individuato e la sua eventuale esclusione va motivata. Io ho presentato la domanda per partecipare alla selezione quando non erano passati neanche tre mesi dalla mia laurea. Da giurista (non ancora avvocato, ovviamente) pensare al lavoro nella PA credo sia una cosa piuttosto normale...e non per un desiderio di posto fisso, semplicemente quale sbocco "naturale" che la mia laurea può avere, accanto alla magistratura, al notariato ed all'avvocatura. Molti ragazzi dopo la laurea fanno dei master, ma...i master costano e non tutti possono pagarli. Altri cercano lavoro fuori da una regione come la Calabria. Le scelte dipendono da mille fattori, storici, personali, economici ecc.. Io ho scelto il Programma Stages, perchè spero che mi formi, come potrebbe formarmi un costoso master, e non perchè mi illudo che mi assumano dopo. Vivo il Programma Stages come una grande opportunità di formazione, come una alternativa alla pratica forense gratuita e alienante, o al lavoro al call center, nobilissimo ma non coerente con il mio profilo di studio. Io mi sento al posto guisto nel momento giusto, mi sento fortunata per aver avuto questa opportunità subito dopo la laurea. Nessuna illusione, solo voglia di imparare. E non ne posso più di gente pronta solo a giudicare. Ci sono alcuni commenti che sembrano scritti da persone invidiose, o che devono giudicare negativamente a tutti i costi... a volte è meglio riflettere un po' di più prima di esprimersi... davvero non si può pensare di sapere tutto e di capire tutto...

Anonimo ha detto...

Cara Serena,

innanzitutto mi sembra doveroso scusarmi per l'errore che ho commesso nel chiamarti bibliotecaria; le mansioni sono altre, ma ho scritto il messaggio quasi a mezzanotte (facendo anche altri errori), senza rileggerlo, spero che non me ne vorrai per questo. Detto questo, senza andare a valutare (come potrei?) la professionalità dei soggetti "selezionati" per lo stage, io mi auguro davvero che che sia come dici tu. Ma, parliamoci chiaro, ho il forte sospetto che non sarà così. E probabilmente non sarà perchè gli stagisti non si impegneranno nella loro formazione (o "mansione"?-mah...). Per quanto mi riguarda, posso solo augurare a te e agli altri stagisti un "in bocca al lupo" per questa occasione. Ritengo tuttavia, da un punto di vista di "sistema", che 500 stagisti in più o in meno per due anni non risolvano la situazione. A nessuno.

Per Benni: perchè riesci a dire in due righe quello che io dico in venti???????? Uffa....

Per l'ultima anonima: 5 su 500 non sono tanti, ma sono meglio degli studi che fa l'istat...e poi il pregio di Eleonora è chè scrive sempre fatti citando fonti, nomi e (quando può) cognomi. Inoltre, per quanto ne so, dopo gli studi e una "pratica", e un "esame di stato" si ha il titolo e si può esercitare la professione.Sbaglio qualcosa? Per la cronaca, conosco "praticanti" (in vari rami) che mangerebbero vivi la maggior parte dei "titolati",quindi non mi soffermerei alle 3 lettere che uno mette prima del nome.. Percepisco un pò di astio nell'intervento: perchè? non mi pare che nessuno abbia messo in dubbio legittimità o meno di chi è stato selezionato.. si discuteva sulla "legittimità/opportunità" (in senso ampio, ovvio) di effettuare il tutto. I casi di eleonora mica sono "irregolari/illegali", semplicemente con la definizione teorica di stage tutto il bando ha poco a che fare... Saluti, Riccardo

Anonimo ha detto...

Cara Supergiornalista,
quello che è emerso dalle sue interviste, purtroppo,
anche se apprezzo le Sue intenzioni, è stato tutt'altro.
Siamo apparsi come professionisti, professori e quant'altro cn altre occupazioni che fanno uno stages allegittimo per inserirci, aggirando la legge, all'interno della P.A.
Questo ha suscitato l'attenzione dell'On. con le relative conseguenze che Lei ben conosce.
Io, come la maggior parte dei miei colleghi ho 25 anni. mi sn laureata a 24 e sn al secondo anno di pratica Legale Obbligatoria per conseguire il titolo di Avvocato.
e Le posso assicurare che la composizione degli stagisti è cstituita da praticanti commercialisti e avvocati,giovanissimi ingegneri disoccupati, biologi, farmacisti...di cui qualcuno ha fatto il ricercatore...nn capisco veramente quale sia il Suo problema!denunciare cosa?il cambiamento non parte da questo...è evidente che in Italia abbiamo UN GROSSO PROBLEMA , più di uno!ma a seguito di queste polemiche si è creata una confusione immane ne confronti di un'iniziativa, la PRIMA in Calabria, che voleva essere per noi giovani veramente una POSSIBILITà.
io nn so di diove è LEI, ma Le assicuro che qui in Calabria la situazione è veramente drammatica.
Complimenti vivissimi ancora!

Chiara ha detto...

Caro Riccardo,
è evidente che lei viva in un'altra dimensione, poi non so, lei si occupa di dati statistici?comunque,é ovvio che chi ha il Titolo possa esercitare la Professione per cui è abilitato, ma forse l'anonimo intendeva dire che anche avendo il titolo, avviare un proprio Studio e crearsi una clientela richiede anni, per cui nn credo si possa parlare di Professionista che svolge la propria attività in concomitanza dello Stage quando invece ci si riferisce a un ragazzo di 27 anni che ha appena conseguito il titolo d avvocato o commercialista e sbriga qualche pratica occasionale, per poter far circolare il proprio nome!
la rabbia poi credo scaturisca da altro:
1) dai commenti invidiosi di chi evidentemente è stato escluso dal programma stage.
2) dal fatto che, anche se la giornalista magari aveva delle buone intenzioni, ha scatenanto l'effetto opposto, visto le relative conseguenze che noi tutti conosciamo...
3) dal fatto che ora si pensa che gli stagisti siano tutti trentenni cn chissà quali esperienze lavorative, quando nn è affatto così.

benny ha detto...

leggendo tutti i commenti emerge l'italianità che cè in ognuno di noi:parole parole e solo parole...
Basta chiacchere inutili,tanto solo alla fine si vedranno i risultati!

Anonimo ha detto...

leggendo le tue poche righe invece, emerge la banalità e il pressapochismo che c'è in te.

benny ha detto...

sarò anche banale e pressapochista ma almeno ho l'educazione e l'accortezza di non insultare nessuno,tantomeno su un blog.

Eleonora Voltolina ha detto...

Intervengo per chiedere anch'io all'anonimo di moderare i termini. Qui sul mio blog ognuno può esprimere la sua opinione come vuole, nessuno vuole censurare nessuno, ma le offese sono bandite.

Anonimo ha detto...

Cara Chiara,

per ora, diciamo che in un certo senso sì, mi occupo di numeri (ma non statistiche..se hai proprio voglia sfoglia un pò indietro il blog di ele, diciamo verso sett-ott). Forse avrò anche vissuto in altre dimensioni (rispetto all'italia, di sicuro..), ma per me, un soggetto che abbia passato l'abilitazione-senza avere un contratto di lavoro subordinato-passa genericamente nella categoria "liberi professionisti". Se poi vogliamo parlare di come, perchè e quanto tempo occorre per costruirsi un portafoglio clienti potremmo fare pure notte..comunque grazie, la differenza la so già. Poi, io mica me la "prendo" con chi è stato selezionato!!!Io sostengo che non si risolvono i problemi di Reggio Calabria se voi "lavorate" (o vi formate-scusa) bene, e poi dopo 2 anni "puff", nulla succede perchè nel pubblico impiego si entra per concorso...tutto qui. Oltre al fatto che non conosco alcun paese del mondo dove esistano stagisti nel senso "italiano" del termine sopra i 30 anni..

Saluti,
Riccardo

Chiara ha detto...

...io purtroppo non capisco quale sia il vostro problema, nè quello di Ichino... gentilmente lei e la responsabile del blog potreste avere la cortesia di spiegarlo a noi "superstagisti"?
Cosa state combattendo?quanti milioni di stage di vario genere, durata e natura ci sono in Italia?cosa volete che facciamo?ribellarci e rinunciare in vista del fatto che fra due anni sarà terminato e non avremo un lavoro?oppure vi ribellate anzitempo xkè pensate che fra due anni saremo assunti senza concorso pubblico?questo non accadrà, state tranquilli e rilassatevi!!
x quanto riguarda i colleghi più "anziani" un po' frustrati per la mancanza di una certezza economica, mi dispiace per loro, non so che dire, quando verrà il mio tempo, se necessario, mi lamenterò anch'io!x ora prendo questo stage (visto che sono giovanissima e neolaureata)come un'esperienza interessante, fra due anni si vedrà!caso mai andrò a vivere all'estero o a milano, dove sta il sen. Ichino!lì c'è tanto lavoro!!!