mercoledì 7 gennaio 2009

SEMPRE PIÙ STAGISTI NELLE AZIENDE ITALIANE: LO DICE UNIONCAMERE

Quanti stagisti ci sono nelle aziende italiane? Secondo una delle fonti più autorevoli in materia, l'indagine Excelsior effettuata ogni anno da Unioncamere (a cui questo blog aveva già dedicato il post «Per chi suona lo stagista - Non per le piccole imprese» e più di recente «Quanti ragazzi trovano lavoro attraverso lo stage?»), nel 2007 sono stati attivati circa 256mila stage.
Le imprese italiane che utilizzano stagisti sono quasi il 12%, in aumento rispetto all'anno precedente (quando il dato si fermava a 10,8%).
Come prevedibile, l'indagine rileva anche che è più frequente fare stage al centro-nord che al sud: per quanto riguarda le regioni, il picco di stage è in Friuli Venezia Giulia (quasi 17%), Veneto ed Emilia Romagna (che stanno sopra il 15%). Scendendo ancor più nel dettaglio, le province dove i tirocini sono più numerosi sono Ravenna (21,6%) e Biella (18%) - mentre sono utilizzati meno a Napoli, Reggio Calabria e Nuoro (solo 6%).
È sempre interessante anche vedere come si modula il dato rispetto alla grandezza delle aziende: quasi il 70% delle grandi imprese (quelle con oltre 250 dipendenti) utilizza con regolarità lo strumento dello stage. La percentuale scende al 42% per le imprese con 50-249 dipendenti, si attesta intorno al 19% per le imprese con 10-49 dipendenti, e crolla al di sotto del 10% per le imprese con meno di 10 dipendenti.
Ma, indipendentemente dalla grandezza, cosa chiedere a tutte queste imprese che ospitano stagisti? Di comportarsi in maniera corretta, rispettando i giovani in stage e non approfittando delle maglie (fin troppo larghe) della normativa vigente. Bisognerebbe chiedere di erogare buoni rimborsi spesa quantomeno agli stagisti già laureati, come già fanno le aziende della Lista dei Buoni; di garantire una percentuale dignitosa di assunzioni dopo lo stage; di non fare stage troppo lunghi e di non abusare dello strumento della proroga; di non usare stagisti per rimpiazzare dipendenti in ferie o in maternità; di non mettere gli stagisti a fare i commessi o le segretarie quando sul progetto formativo c'è scritto tutt'altro...
So che molte aziende farebbero spallucce, trincerandosi dietro la scusa «Non faccio nulla di illegale, è la legge che permette di prendere stagisti gratis anche per un anno o più, di non assumerli dopo lo stage, di affidare loro le mansioni anche più semplici» e così via. Ma credo che qualche orecchio attento lo si potrebbe trovare. O no?

5 commenti:

sonia ha detto...

io a modo mio il problema l'ho risolto: non rispondo più agli annunci di stage.

Luce ha detto...

la mie esperienze in tema di stage sono state tantissime e poche, anzi nessuna forse, veramente felice dato che al momento sono ancora stagista. La mia esasperazione mi ha portato ad aprire un blog in cui racconto quelle che ormai sono le mie disavventure a lavoro! tra l'altro questo è il primo retribuito e non perchè l'azienda abbia deciso di pagarmi ma perchè il mio stage è finanziato dall'università grazie al progetto Fixo (ma sarebbe meglio dire Fesso) che al termine dello stage, cioè dopo 5 mesi, mi riconoscerà i miei 200 euro mensili(lorde ovviamente). a parte questo credo che il vostro sito sia davvero ben fatto oltre che utile. Che ne dite di fare uno scambio link con il mio? Se siete d'accordo mandatemi pure una mail a questo indirizzo luca.fusco@showfarm.com!
a presto!

Eleonora Voltolina ha detto...

Cara Luce
ho dato un'occhiata al tuo blog e l'ho trovato davvero carino, quindi l'ho inserito con piacere nella mia lista di "siti e blog amici".
Perchè non racconti qualcosa dei tuoi infelici stage precedenti??

sonia ha detto...

A tutti gli stagisti non pagati o sottopagati suggerisco di provare con il servizio civile: i progetti sono tanti e in ambiti molto vari e interessanti, è un anno di esperienza, retribuito con 400 euro nette mensili e contributi pensionistici versati (e ci sono anche i progetti all'estero per chi è interessato, in questo caso il rimborso spese è di 800 euro più vitto e alloggio)!Luce il tuo blog è davvero molto molto carino!:)

Frank ha detto...

Penso che sia più facile imbattersi in aziende che facciano spallucce. Sarò pessimista ma l'ultima esperienza di stage mi ha gettato nel più profondo sconforto, tanto che sto preparando la valigia di cartone... sperando che all'estero la situazione sia migliore.
Al termine di un master universitario ho svolto uno stage presso una grande azienda,leader nel suo settore e con sedi in tutto il mondo. Nonostante questa azienda si proclami in forte crescita ai suoi stagisti (un vero esercito, tanto che se improvvisamente questi stagisti non si presentassero a lavoro, l'azienda si troverebbe nei guai!)non solo non paga una lira ma non offre neanche un panino. La cosa più triste è che non ho ricevuto uno straccio di formazione.
Gli stagisti venivano "utilizzati" solo per risparmiare sulle assunzioni di nuovi dipendenti e spesso solo come manovalanza; ho visto stagisti aprire buste da lettera dalla mattina alla sera: davvero una bella formazione! Insomma lo stagista era una sorta di dipendente sfigato di serie B. Il tutto senza che l'università vigilasse che gli effettivi obiettivi formativi venissero rispettati. Davvero tutto molto triste.